L’evoluzione nelle metodiche scientifiche adottate nello studio delle Epifanie Mariane ed altri eventi

La presente relazione ha l’intento divulgativo di descrivere le dinamiche intrinseche all’estasi nel contesto di apparizioni/visioni in ambito cattolico (SMCR o stato modificato di coscienza di tipo religioso), eventi studiati anche dalla scienza ufficiale e riconosciuti o meno dalla Chiesa, offrendo interpretazioni e dati scientifici circa alcuni casi di Epifanie Mariane, anche alla luce di alcune nuove metodologie computerizzate atte a fornire nuovi dati sul soggetto che si autodefinisce veggente o visionario. In relazione ai casi trattati saranno fatte anche delle citazioni con relativi riferimenti ad autori e/o testate di pertinenza, riportati poi in bibliografia.

Si desidera in primo luogo sottolineare come la scienza ufficiale sia stata coinvolta in diversi casi di apparizioni/visioni giudicate di volta in volta dalla Chiesa Cattolica con le seguenti diciture:

– “constat de supernaturalitate” (se ne constata la soprannaturalità),

– “constat de non supernaturalitate” (non se ne constata la soprannaturalità),

– “sub judice” (sono in corso di indagine e il giudizio non è definitivo),

– “non constat de supernaturalitate” (se ne esclude la soprannaturalità).

Evidentemente tali definizioni sono proprie della religione Cattolica.

La presente dissertazione riporterà la sintesi di alcuni eventi descritti da singoli autori per evidenziare le parti più importanti che hanno contrassegnato gli studi in questione.

Non è stato possibile contattare tutti gli esperti citati, soprattutto per quanto riguarda le metodologie scientifiche adottate, poiché nelle apparizioni/visioni in questione il già sottoscritto Vicedirettore del Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza di Milano non ha avuto modo di confrontarsi con tutti gli esperti che hanno studiato gli eventi oggetto della presente relazione. Molto utile è stata la collaborazione di un esperto, Daniele Gullà, già Responsabile del Settore Immagini del Laboratorio Interdisciplinare di Bologna, cui si rimanda per le nuove applicazioni dell’energia vibrazionale già in uso in ambiente legale ed applicate anche nello studio delle dinamiche intrinseche all’estasi apparizionaria.

Tali dinamiche ipotizzano un nesso preciso che chiama in campo anche il concetto di entanglement o “menti interconnesse” riconosciuto sia dalla medicina ufficiale che dalla gran parte della medicina non ufficiale (si veda Dean Radin, nota 20) e che è stato confrontato ai riscontri della fisica quantistica (sempre in evoluzione) che ha ipotizzato e poi confermato la realtà dei vari fenomeni extrasensoriali, paranormali o spirituali, per chi utilizza questa dizione.

Tali connessioni avevano trovato anche in Albert Einstein una conferma, da lui definita “azione spettrale a distanza”. Con tale definizione, Einstein ha voluto indicare le modalità con cui due “oggetti” e (perché no?) anche soggetti, come hanno ipotizzato anche gli autori dello studio sui neuroni specchio di cui alla nota 21, rimangono connessi non comunicando tra loro in modo convenzionale, cioè aldilà del tempo e dello spazio, dopo una loro iniziale interazione e successiva separazione non quantificabile. Ciò supporterebbe l’inserimento in questa tipologia di fenomeno anche dell’evento apparizionale e dello stato estatico.

Ci si augura che le ricerche scientifiche condotte in altre località potranno confrontarsi con quelle descritte dal succitato Centro e successive indagini anche di altri studiosi di altre località apparizionali (vedasi la bibliografia riportata) ed altre relazioni di cui non si conosce né l’autore, né il tipo di approccio scientifico adottato.

Con ciò si auspica che tutti gli studi siano un domani rinviati dai singoli autori a un database comune per avere una valutazione scientifica con metodologie similari e per formare una statistica omnicomprensiva: questo consentirebbe di confrontare o modificare i nuovi approcci allo studio di questo tema al fine di creare protocolli comuni di indagine degli eventi citati. A tutt’oggi, infatti, è il vescovo della diocesi dove si manifesta il fenomeno a formare la Commissione ufficiale e quindi, di solito, sono singoli studiosi locali a seguire il caso e a valutarlo e non studiosi che operano a livello mondiale su più eventi apparizionali.

È anche vero che il database auspicato dei dati raccolti dovrebbe essere collocato là dove si sono iniziate a redigere le relazioni ufficiali e cioè presso un Ufficio del Vaticano che si faccia carico di raccogliere e anche impostare queste ricerche per poter programmare tali studi ai fini di un’identificazione scientifica comune degli eventi e delle persone coinvolte negli stessi. Va detto che presso la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede esiste già una raccolta di dati confluiti dai siti mariani più disparati, ma presumibilmente non tale ancora da istituire un protocollo scientifico da consultare e da applicare.

In questa relazione si sono date notizie accertate da storiografi e/o scienziati che hanno impostato questi studi singolarmente e secondo le loro ipotesi, anche se iniziali e senza la conoscenza della vasta letteratura precedente.

È logico che il tipo di ricerca applicato sia il frutto di una valutazione del singolo ricercatore e non di un pool di scienziati che abbiano raccolto già più dati e impostato il tipo di protocollo più idoneo a valutare questi eventi incentrati su uno stato di coscienza modificato di tipo religioso (SMCR) che hanno una loro collocazione iniziale nella ricerca scientifica e nella diagnostica differenziale già rintracciabile. Già il DSM IV TR 2006 cita tali casistiche ai paragrafi:

– Appendice 1: Sindromi Culturalmente Caratterizzate e

– Problema religioso o spirituale Z71.8 (pag. 787 del DSM IV TR).

Tuttavia il protocollo o diagnosi differenziale non sono stati descrittivi e tali da costituire un protocollo metodologico iniziale.

Nella presente relazione si è proceduto alla descrizione di alcune ricerche e del modo in cui erano state fatte e così, non conoscendo le effettive rilevazioni strumentali a disposizione di altri studiosi, si è proceduto molte volte ad un’analisi descrittiva clinica, ma insufficiente per una valutazione medico-psicofisiologica, attualmente possibile con la strumentazione computerizzata intesa come protocollo comune di riferimento.

Si è diviso l’argomento in:

  1. Premessa e norme aggiornate per procedere nel giudizio sulle presunte Apparizioni e  Rivelazioni (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede)
  1. Elenco delle Apparizioni Mariane riconosciute o ufficializzate dalla Chiesa Cattolica dal 1830 al 2016
  1. Criteri di valutazione adottati
  1. Nuove indagini metodologiche sulle fenomenologie apparizionali
  1. Bibliografia
  1. Premessa e norme aggiornate per procedere nel giudizio sulle presunte Apparizioni e Rivelazioni

1.1.       L’estasi

L’estasi è uno stato di coscienza modificato, noto già nell’antichità presso le religioni di allora e nei primi secoli dopo Cristo. Tale stato era conosciuto anche nella Chiesa Cattolica e da allora si ipotizzava che dovesse essere considerato una condizione umana dovuta ad intervento esterno appartenente al mondo fisico, spirituale o metafisico a seconda delle credenze.

Si descriveva quasi sempre il comportamento delle persone che entravano, con diverse metodiche o nessuna, in quello stato di coscienza particolare che oggi non sempre è considerato inserito nella religione.

Tertulliano scrisse sei libri sull’estasi, libri che non si trovano più se non per qualche frammento, e scrisse l’Apologetico in difesa del Cristianesimo (La storia di Tertulliano, uno dei più illustri Dottori della Chiesa).

Lo studio di allora era per lo più descrittivo con interpretazioni che risultavano essere le più disparate, ma che la avvicinavano di fatto sempre più al sogno.

Nel caso delle apparizioni di natura religiosa, l’estasi è un evento psicofisiologico umano che prepara e precede l’evento apparizione o visualizzazione di una immagine o altro evento “sconosciuto” che inizia molto prima dell’apparizione/visione: ci sono quindi due fenomeni che si incrociano. Il primo è preparatore dell’altro, ovvero l’adattatore allo stato fisiopsicologico dell’umano o degli umani che lo sviluppano, pur essendo uno susseguente all’altro, e la loro interdipendenza è necessaria per completare l’evento “strano” o non previsto che segue.

La domanda più semplice da porsi è perché questo adattamento avvenga e cioè quale avvio o trigger sia stimolato per la futura apparizione o per il futuro stato modificato di coscienza. La risposta più ovvia, che è ritenuta anche la più possibile, è che lo stimolo prepari il sistema neuropsicofisiologico (sistema neurovegetativo o cervello emozionale) ad adattarsi al fenomeno che sta arrivando. Perciò è lo stesso stato modificato di coscienza conseguente o la stessa apparizione che fa adattare l’uomo a riceverlo/a senza essere in qualche modo danneggiato. Ciò avviene per qualsiasi apparizione o altro evento che si propone alla persona spesso in modo improvviso e non prevedibile. Questa non reagirà in modo inappropriato perché sarà stata allertata per ricevere qualcosa di più emozionante grazie all’attivazione del sistema neurovegetativo di difesa, cosicché il soggetto si troverà nelle migliori condizioni psicofisiologiche per ricevere il nuovo stimolo (che non è nelle sue memorie) o trigger. che sarà comunque valutato dai centri cerebrali preposti onde avviare la risposta comportamentale del soggetto. Quindi tale stimolo sarà confrontato nei centri delle memorie precedenti e svilupperà uno stato di coscienza modificato, anche se inizialmente questa si presenterà come una sorta di fuga perché non si è preparati all’evento, per poi trasformarsi in una nuova accettazione iniziale, attiva o passiva. La neurofunzione vegetativa ortosimpatica preparerà subito la risposta fisiologica del momento; poi l’organismo, o meglio la mente cognitiva, valuterà il trigger (impulso) ricevuto ed ancora non definito e svilupperà il nuovo stato di coscienza che comporta un cambio di comportamento del soggetto attivato all’attesa conscia o inconscia del fenomeno, o alla sua immersione emozionale in esso, rendendolo comunque più preparato alla novità dell’evento/fenomeno in via di manifestazione.

1.2. L’estasi e gli stati modificati di coscienza

In alcune di queste Apparizioni Mariane si è constatato quanto descrivono le singole persone che hanno poi avuto la visualizzazione dell’Immagine e anche un eventuale colloquio non verbale, o percepito come tale, con l’Immagine stessa. Prima di percepire l’Immagine o altro, il soggetto entra in uno stato di attivazione del sistema neurovegetativo ortosimpatico che modifica il suo stato fisico/psichico aumentando la vigilanza (il sistema neuronale preposto è l’ARAS, sigla che sta per ascending reticular activating system, sistema ascendente reticolare) e la reattività, e soprattutto allertando i centri conoscitivi per trovare una possibile spiegazione di ciò che percepisce senza darsela al momento: spesso è una fuga, una situazione emozionale di non comprensione momentanea che poi valuterà in un secondo tempo, quando riuscirà a confrontare l’evento con le proprie memorie.

Non tutti i soggetti citati hanno il medesimo trigger (o stimolo) che li attiva, ma il risultato è sempre il medesimo: qualcosa internamente o esternamente li distoglie dallo stato di coscienza ordinario del momento, qualcosa che loro non prevedono, che è improvviso e non prevedibile. Si citano ora alcuni esempi riguardanti il campo religioso cattolico, tratti in parte dal libro di Daniela Del Gaudio Qualunque cosa vi dica, fatela (nota 19):

  1. Nel 1548 a Guadalupe (Messico) un uomo, Juan Diego, sente un improvviso cinguettio di uccelli che non vede e poi gli appare la “Viergen Morenita”, cioè la Vergine Maria scura di carnagione o Madonna di Guadalupe.
  2. A Lourdes (Francia) Bernadette avverte un vento che arriva improvviso.
  3. A Fatima (Portogallo) nella Cova da Iria Lucia e gli altri due sentono un tuono che li spaventa, poi vedono la luce accecante di un fulmine, tanto che Lucia convince gli altri ad andare via, sebbene il cielo sia sereno.
  4. A Beauraing (Belgio) tre ragazzini che vanno a prendere i loro fratellini all’asilo suonano i campanelli dei vicini ed aprono la porta di una drogheria e scappano, arrivano all’asilo ed il loro fratellino esce, uno di loro si volta indietro e dice agli altri della Signora che vede.
  5. A Banneux (Belgio) Mariette è alla finestra per vedere arrivare suo fratellino e poi vede una signora.
  6. A San Sebastian di Garabandal (Spagna) le quattro ragazzine, in occasione della prima visione, avvertono un tuono che attribuiscono al fatto che avevano rubato delle mele. Successivamente, prima di ogni evento apparizionale, avvertono dapprima una sensazione interiore che preannuncia che la visione arriverà, poi un secondo stimolo interno più intenso sempre volto a preannunciare che sta arrivando e infine una terza e più forte sensazione che la visione è vicina che le spinge a correre al “quadro”.
  7. Alle Ghiaie di Bonate (BG, Italia) un’amichetta vede Adelaide su una pietra verde e, siccome Adelaide non si muove anche a scuoterla e guarda in alto, allora corrono a casa dicendo alla mamma di lei che Adelaide è “morta in piedi”.
  8. A Medjugorje (Bosnia ed Erzegovina), dopo molto tempo dall’inizio, le ragazze dicono che avvertono tre sensazioni interne una distante dall’altra, fatto che e sembra ripetere quanto è successo a San Sebastian di Garabandal.
  9. Ad Akita (Giappone) Suor Agnes vede brillare il tabernacolo e sente una voce (lei è sorda): poi la statua di legno della Madonna inizia a lacrimare.
  10. A Kibeho (Ruanda) nel refettorio di un collegio Alphonsine Mumureke, protoveggente, sente una voce che la chiama dal corridoio e nel corridoio percepisce la Signora.
  11. A Siracusa (Italia) Antonina sposa è incinta ed è affetta da gestosi gravidica, accusa disturbi di vista e poi, dopo una notte critica, non vede più nulla: al risveglio riacquista la vista e vede che da una Madonna di ceramica sgorgano delle lacrime che la bagnano.
  12. A Castelpetroso (IS, Italia) la trentacinquenne Bibiana al pascolo con una amica sta cercando una pecora smarrita, quando vede una luce proveniente da una grotta: avvicinatasi all’entrata della medesima percepisce la figura della Madonna trafitta da sette spade.
  13. A Capua (CS, Italia) Antonio è un sacrestano nel santuario di San Lazzaro che è solito recitare il rosario. Una volta, nel 2001, percepisce la statua della Madonna insolitamente luminosa, fatto che si ripete il giorno dopo, ma attribuisce ciò alla presenza di una donna in chiesa. Poi va a pescare al fiume e vede dei lampi e una nube luminosa avvicinarsi ad un cumulo di pietre: nella nube luminosa dispercepisce una Signora vestita di bianco.

L’approfondimento neuropsicofisiologico che qui si propone è volto a fornire nuove interpretazioni e nuovi dati scientifici in relazione ad alcuni casi menzionati da vari autori citati in bibliografia e a introdurre in questa ricerca la menzione di alcune nuove metodologie computerizzate e di ipotesi psicofisiologiche atte a fornire nuovi dati sul soggetto che si autodefinisce “veggente” e sul fenomeno religioso definito “estasi apparizionaria”.

1.3. L’estasi (SMCR) e la Chiesa Cattolica

Il 25 febbraio 1978 la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato le nuove Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni, revisionando quelle precedentemente in vigore che risalgono a Benedetto XV.

Prima di parlare del documento in sé, desidero puntualizzare che scopo della ricerca scientifica in questi casi NON è appurare se un presunto veggente veda o meno la Madonna, o altra figura mistica e venerata dalla Chiesa Cattolica, ma solo verificare, tramite test e strumentazioni non somministrabili/disponibili prima di un certo periodo del XX secolo, in che stato di coscienza si trovi il soggetto presunto veggente quando dichiara di avere le visioni/apparizioni: se si trova cioè in uno stato cosiddetto ordinario di coscienza, oppure in uno stato modificato (si veda la Mappa degli Stati di Coscienza di R. Fischer, come riferimento, che in casi come Medjugorje ha permesso di rilevare stati di trance estatica, senza studiare l’eventuale immagine percepita, i messaggi e i miracoli, che rientrano nell’area di competenza di altri studiosi).

Le nuove regole sono in sintesi le seguenti:

–         Il vescovo diocesano può iniziare un processo di sua iniziativa o su richiesta di un fedele, per indagare sui fatti concernenti un’apparizione. Il vescovo può astenersi dall’esaminarla a fondo se vuole, specialmente se pensa che dall’evento non deriveranno elementi significativi.

–         La conferenza episcopale nazionale può intervenire se il vescovo diocesano locale vi si rivolge, o se l’evento diventa importante a livello nazionale o almeno a livello di più di una diocesi.

–         Anche la Sede Apostolica (il Vaticano) può intervenire, su richiesta del vescovo locale stesso, o su richiesta di un gruppo di fedeli, o di propria iniziativa.

–         I passi dell’indagine prevedono una valutazione iniziale dell’evento, basata sia su criteri positivi che negativi:

Criteri Positivi

–         Certezza morale (la certezza richiesta per agire moralmente in una situazione di dubbio) o almeno grande probabilità riguardo all’esistenza di una rivelazione privata alla fine di una seria indagine del caso.

–         Valutazione delle qualità personali della persona in questione (equilibrio mentale, onestà, vita morale, sincerità, obbedienza all’autorità della Chiesa, buona volontà nel praticare la fede in modo normale, ecc.).

–         Valutazione del contenuto delle rivelazioni stesse (cioè non sono in disaccordo con la fede e la morale della Chiesa, e sono libere da errori teologici).

–         La rivelazione porta sana devozione e frutti spirituali nelle vite delle persone (maggiori preghiere, maggior numero di conversioni dei cuori, opere di carità che ne risultano, ecc.).

Criteri Negativi

–         Errori evidenti riguardo ai fatti.

–         Errori dottrinali attribuiti a Dio, alla Santa Vergine Maria o allo Spirito Santo riguardo al modo in cui essi si manifestano.

–         Qualsiasi tentativo di guadagno finanziario in relazione all’evento supposto.

–         Azioni gravemente immorali commesse dalla persona o da quelli che erano insieme alla persona al momento dell’evento.

–         Disordini psicologici o inclinazioni ad essi da parte della persona o delle persone che erano con essa.

–         Dopo questa indagine iniziale, se l’avvenimento risponde ai criteri esposti, si può concedere un iniziale permesso che praticamente stabilisce quanto segue: “per il momento, non c’è motivo di opporsi a ciò”. Questo permette la partecipazione pubblica nella devozione alla presunta apparizione.

Per approfondimenti, il lettore può far riferimento al testo completo delle norme aggiornate per procedere nel giudizio sulle presunte Apparizioni e Rivelazioni così come pubblicato nel 1978: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19780225_norme-apparizioni_it.html].

Alla fine, occorre dare un giudizio ed emettere una deliberazione definitiva, con l’approvazione o la negazione.

È ben vero che in queste nuove linee direttive non si accenna agli studi scientifici per constatare evidenze o meno di parametri come stati di coscienza modificati, quale l’estasi ed altri stati raggruppabili sotto la voce “Stati Modificati di Coscienza Religiosi” (SMCR), le stigmate ed altre fenomenologie coinvolgenti l’uomo stesso.

È altresì evidente che dai singoli studi psicofisiologici dei ricercatori individuali sono emersi dati importanti che attestano non solo le ipotesi iniziali, ma tutta una serie di sintomi o comportamenti che hanno fatto variare gli stessi parametri di riferimento della psicofisiologia umana, soprattutto rispetto ad altre fenomenologie similari più o meno auto- o eteroindotte e che quindi devono essere valutate e descritte per una diagnosi differenziale da una prima Commissione Scientifica che poi invierà i dati alla Commissione Religiosa.

Quindi i vari studi scientifici sono un supporto non indifferente nella valutazione di parametri quali:

–         il controllo di base psichiatrico e psicofisiologico del soggetto supportato da test della personalità ed altro provati statisticamente (MMPI V, Test di Rorschach ecc.);

–         la variazione dei suoi parametri di base, prima, durante e dopo l’evento, con quale strumentazione e se ripetibile;

–         la registrazione dei suoi parametri fisico-psicofisiologici durante quegli eventi ed eventuali ipotesi più o meno accertate su cause fisiche, fisiologiche, psicologiche o paranormali che li determinano o ne sono una concausa che va chiarita scientificamente e non scientemente od emozionalmente (si ricordi sempre quanto afferma Thomas S. Szasz, che dietro ogni valutazione scientifica c’è sempre il cervello/mente del ricercatore che non deve avere pregiudizi o convinzioni personali emozionali).

  1. Elenco delle Apparizioni Mariane riconosciute o ufficializzate dalla Chiesa Cattolica dal 1830 al 2016

Compaiono ora sul web numerosi elenchi di apparizioni osservate in tutto il mondo, così come gli studi scientifici che sono stati eseguiti in quelle circostanze e poi consegnati ai vari Vescovi Diocesani per un loro inserimento nella valutazione più obbiettiva della Commissione che il Diocesano dovrebbe istituire in tutti questi casi per dare poi ai fedeli le indicazioni più responsabili.

Per il seguente elenco mi sono avvalso di una sintesi di quanto riportato dal sito Profezie per il terzo millennio (tutti i diritti riservati agli autori e alla testata):

Apparizioni Mariane riconosciute o ufficializzate dalla Chiesa Cattolica con la dizione “constat de supernaturalitate” dopo il 1830 (per quelle non ancora ufficializzate è inserita una postilla):

1) Rue du Bac, Francia (1830)

2) Roma, Italia (1842)

3) La Salette, Francia (1846)

4) Lourdes, Francia (1858)

5) Pontmain, Francia (1871)

6) Pellevoisin, Francia (1876)

7) Gietrzwald, Polonia (1877)

8) Knock, Irlanda (1879)

9) Castelpetroso, Italia (1888)

10) Fatima, Portogallo (1917)

11) Beauraing, Belgio (1932)

12) Banneux, Belgio (1933)

13) Amsterdam, Olanda (1945)

14) Siracusa, Italia (1953)

15) Akita, Giappone (1973)

16) Finca Betania, Venezuela (1976) – Permesso il culto, ma non ufficializzata

17) San Nicolàs, Argentina (1983, ufficializzata nel 2016)

18) Kibeho, Ruanda (1981-1989)

NB: Recentemente Vescovi locali in questi anni (2008/2010) hanno ufficializzato altre apparizioni avvenute nei secoli scorsi:

19) Laus, Francia (1664)

Nel Santuario di Notre-Dame du Laus, sulle Alpi francesi, il vescovo di Gap et d’Embrun, (2008), Mons. Jean-Michel di Falco-Leandri, ha proclamato il riconoscimento ufficiale delle apparizioni mariane avvenute in questo luogo ad una pastorella francese, Benedetta (Benoite) Rencurel. La pastorella Benedetta Rencurel aveva 16 anni quando ebbe la prima apparizione della Vergine che teneva per mano un Bambino. A lei la Madre di Dio affida un messaggio importante nel periodo in cui in Europa infuriavano le cosiddette guerre di religione: un invito alla conversione dei peccatori e a sperimentare nella misericordia di Dio la riconciliazione. Le apparizioni proseguiranno per ben 54 anni fino al 1718, anno della sua morte.

20) Champion, Wisconsin, USA (1859)

Nostra Signora del Buon Soccorso è l’appellativo con cui la Chiesa Cattolica autorizza il culto di Maria, madre di Gesù, in relazione alle apparizioni che avrebbe avuto Adele Brise (1831-1896) giovane emigrata dal Belgio, nel 1859 a Champion, nel Wisconsin (Stati Uniti d’America), dove ora sorge un santuario. Le apparizioni hanno avuto l’approvazione diocesana ufficiale l’8 dicembre 2010, da parte di monsignor David Ricken, vescovo di Green Bay.

21) Cuapa, Nicaragua (1980)

5 Apparizioni a Cuapa (Nicaragua) a Bernardo Martinez, 48 anni, avvenute vicino ad un fiume dall’8 maggio all’8 ottobre 1980, sono state riconosciute ufficialmente dalla Chiesa Cattolica nel 1982.

22) Lipa, Filippine (1948)

Un’ultima apparizione della Vergine avvenuta nel convento delle Carmelitane di Lipa (Filippine) dal 12 settembre al 12 novembre 1948. La Vergine si è rivelata a Teresita C. La giovane religiosa ha riferito che la MADONNA ha chiesto una statua lì dove è apparsa. L’apparizione è nota per la pioggia di rose avvenuta, riconosciuta come soprannaturale. Un primo giudizio negativo è stato nel 1951; nel 1991 l’indagine è stata riaperta da parte del Vescovo di Lipa, Ramon Cabrera, che ha stabilito trattarsi di Apparizione Ufficiale, riconosciuta dalla Chiesa Cattolica il 12/09/2015.

23) Immagine del Cristo che piange, Cochabamba (Bolivia)

Si segnala un documento del 30.9.1995, l’autorizzazione alla venerazione dell’Immagine di Cristo sanguinante o piangente. Davanti alla stampa nazionale Mons. René Fernandez espose le conclusioni della Commissione Arcidiocesana, rendendo noto un documento in cui autorizzava la venerazione dell’immagine del Cristo che piange a Cochabamba Bolivia, e orientando sul significato di questa eccezionale esperienza oggetto di studio di numerose testimonianze scientifiche in più laboratori internazionali interessati all’evento.

  1. Criteri di valutazione adottati

Si descrivono alcuni casi di fenomenologie religiose, iniziando con esempi tratti dalla letteratura acquisita dal sito Profezie per il terzo millennio (tutti i diritti riservati agli autori e alla testata). Alcuni studi scientifici sono stati poi ripresi da fonti citate in bibliografia ed i cui diritti sono riservati agli autori citati caso per caso.

3.1. Apparizione a La Salette (1846) ai due pastorelli Melania e Massimino, unica apparizione e riconosciuta almeno in parte ufficialmente, in quanto il messaggio profetico trasmesso da Melanie ha fatto discutere molto non tanto per quanto riguarda la prima parte, ma la seconda, e che si riporta per conoscenza: «Nella prima parte vengono descritti gli avvenimenti che interessarono buona parte dell’Europa di allora, e che si verificarono puntualmente: guerre civili in Francia (la Comune di Parigi), in Portogallo, (lotte per l’istituzione della repubblica), in Italia (guerre di Indipendenza); fine del potere temporale dei papi (breccia di Porta Pia del 1870); carestie; lotte contro la religione (legge sui frati del governo Cavour, politica ecclesiastica di Gambetta e Ferry in Francia); lassismo morale; decadimento ecclesiastico.

La seconda parte, (che riportiamo nella sua completezza nelle pagine che seguono affinché ciascuno possa valutare e giudicare in coscienza), è la parte più discussa del segreto, perché riferentesi alla venuta dell’Anticristo e alla diffusione dell’eresia all’interno stesso della Chiesa.

Si dice chiaramente nella profezia che Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo.

Sono parole estremamente gravi, che vanno collegate a quelle che seguono nel messaggio stesso, e cioè alla indefessa sicurezza della vittoria finale del bene sul male, all’invito alla perseveranza nella fede cattolica apostolica romana, all’assistenza continua per gli apostoli degli ultimi tempi». Fonte: www.unavox.it/013b.htm (tutti i diritti riservati all’autore ad alla testata)

Una cosa resta assodata: al termine di tutti i suoi vagabondaggi, c’è un punto sul quale Melania non è mai cambiata: la testimonianza che con Massimino ella ha dato, la sera del 19 settembre 1846, nella cucina di Giovanni Battista Pra agli Ablandins. E durante tutta l’inchiesta condotta da Mons. Filiberto de Bruillard, ripresa e confermata da quella di Mons. Ginoulhiac. In una vita difficile, Melania, è rimasta povera e devota, fedele alla sua prima testimonianza.

3.2. Gladys de Motta San Nicolas de los Arroyos, Argentina (1983)

Era il 24 di settembre del 1983 quando a San Nicolàs, una località dell’Argentina a 232 chilometri da Buenos Aires, Gladys Quiroga de Motta vide che il rosario che aveva appeso nella sua abitazione si era illuminato. (tutti i diritti riservati agli autori della descrizione vedi nota nella prefazione Profezie per il terzo millennio).

Gladys Herminia Quiroga de Motta nacque il 1 luglio 1937 a San Nicolàs de los Arroyos, ultima di otto fratelli. Tutto è dunque ancora aperto. Il fatto che il fenomeno sia ancora in corso rende per il momento difficile ipotizzare una dichiarazione che ne attesti la soprannaturalità. Ma è possibile che anche coloro che sperano in un giudizio negativo rimangano delusi. Può essere utile infatti richiamare che cosa è accaduto negli ultimi trent’anni in Argentina, con riferimento a due apparizioni, avvenute a San Nicolas, a 250 chilometri da Buenos Aires (ma non nella diocesi della capitale).

A San Nicolas le apparizioni hanno avuto inizio nel 1983 e non sono terminate (ad ogni anniversario si ritrovano a pregare 250 mila fedeli); la veggente stigmatizzata Gladys Quiroga de Motta – una donna molto semplice, madre di famiglia e nonna – si è sempre sottoposta in tutto e per tutto all’autorità ecclesiastica e vive in silenzio e preghiera per la maggior parte della sua giornata.

L’attuale vescovo, Héctor Sabatino Cardelli ha celebrato messe e presieduto processioni nel luogo dove viene edificato, sulla riva del Paraná, il grande santuario richiesto dall’apparizione, dove è stata scoperta anche una fonte d’acqua. L’autorità ecclesiastica ha anche approvato lo scapolare bianco destinato in particolare a chi soffre nel corpo e nell’anima. Padre Carlos Pérez, direttore spirituale della veggente, si dichiara convinto dell’autenticità del fatto. Sono stati pubblicati più di 1800 messaggi affidati dall’apparizione, con un’edizione autorizzata dall’allora vescovo di San Nicolas, Domingo Salvador Castagna, il quale a suo tempo aveva dichiarato: «Credo fermamente che questo è un avvenimento della Vergine».

Quindi l’Apparizione non è stata ratificata dall’Ordinario della diocesi, sebbene non ne vieti il culto.

3.3. Maria Livia de Obeid – Apparizione Mariana a Salta (Argentina)

Maria Livia de Obeid era sposata da vent’anni quando, nel 1990, iniziò ad avere le visioni e le apparizioni. All’inizio, lo disse solamente al suo confessore, ma più tardi lo confidò a suo marito e ai suoi familiari più stretti. Non ne parlò pubblicamente fino al 2000 quando, afferma, Nostra Signora la incaricò di costruire il santuario sul Cerro.

La veggente è Maria Livia de Obeid. Le apparizioni e le preghiere avvengono nel santuario de La Virgen del Cerro (La Vergine del Colle). Più di un milione di persone ogni anno vengono qui per pregare con la veggente. Ogni sabato, tra marzo e dicembre, 30-40.000 persone salgono al santuario che lei ha fatto costruire nell’anno 2000 su una collina di 300 metri d’altezza. Anche in questo caso, il pellegrinaggio al Cerro riavvicina molti alla confessione e alla vita spirituale.

L’arcivescovo, nel luglio 2006, dopo tre anni di studio, ha dichiarato che «non esiste prova o testimonianza oggettiva che supporti una spiegazione soprannaturale delle presunte apparizioni della Vergine». In sostanza, un giudizio che equivarrebbe a un «non constat de supernaturalitate», lo stesso che i vescovi iugoslavi diedero su Medjugorje nell’ormai famosa «dichiarazione di Zara» (1991).

3.4. Storia delle apparizioni/visioni di Anguera (Brasile)

Da 25 anni, la Madonna apparirebbe ad Anguera (Bahia – Brasile) a Pedro Régis, dettandogli messaggi per tutta l’umanità. I messaggi vengono trasmessi 3 volte a settimana: ogni martedì e sabato, più un altro giorno variabile.

1º Messaggio – 10/10/87

«Sono la Regina della Pace e voglio che tutti i miei figli siano al mio fianco, Per vincere un grande male che può abbattersi sul mondo. Ma perché questo male non avvenga, dovete pregare ed avere fede. Figli miei, desidero la conversione di tutti il più rapidamente possibile. Il mondo corre grandi pericoli e, per liberarvi da questi pericoli, dovete pregare, convertirvi e credere nella parola del Creatore, poiché pregando troverete la pace per il mondo. Figli Miei: molti di voi vanno in Chiesa, ma non vanno di cuore puro, vanno senza fede. Molti vanno solo per mostrarsi cattolici e sono in grave errore. Dovete seguire un solo cammino».

Pedro Régis è quel tipo di persona che, per le sue caratteristiche fisiche e personali, difficilmente sarebbe notato in un gruppo numeroso come qualcuno che riceve e trasmette eroicamente, davanti a ogni tipo di difficoltà, i messaggi della Madre di Gesù al mondo. È cresciuto come umile agricoltore in una piccola fazenda (fattoria) dell’interno della Bahia, in un luogo che, sicuramente, se non fosse per le apparizioni/visioni di Maria, non sarebbe nient’altro che una città assonnata e dimenticata dell’arido entroterra bahiano. Ha frequentato l’istituto magistrale ad Anguera. Figlio del signor Jonas e della signora Amália, persone che godono di estrema credibilità nella comunità, ha 14 fratelli. Vivono della coltivazione di fagioli, mais e manioca. La loro vita è molto cambiata dall’inizio delle apparizioni. Oggi recitano il rosario tutti i giorni.

La vita di Pedro era sempre stata normale come quella di qualunque altra persona, ad eccezione del fatto che, a 14 anni, aveva visto in sogno il Bambino Gesù (tale sogno sarà più tardi confermato dalla Madonna). Benché sublime, il sogno era stato interpretato da Pedro come un semplice sogno e a parte questo non gli era mai accaduto nulla di straordinario. A 17 anni (un anno prima dell’inizio delle apparizioni), Pedro iniziò a soffrire quotidianamente di svenimenti, pur non avendo alcun problema di salute. Il 29 settembre 1987, festa dei Santi Arcangeli, tre mesi dopo aver compiuto 18 anni, Pedro stava tornando da scuola assieme a un compagno, Celestino Cruz, quando sentì che le forze gli venivano meno: appoggiatosi a terra, capì che stava per perdere i sensi, dopodiché svenne su un formicaio a poca distanza da casa. Mentre Celestino, spaventato, correva verso la casa di Pedro in cerca di aiuto, una bella ragazza vestita di un bianco luminoso, con un abito che Pedro pensò fosse quello di una suora, lo prese per le braccia senza alcuno sforzo e rialzandolo disse: “Ti porto via dalle formiche”.

L’allora vescovo della diocesi di Feira de Santana, Silvério Albuquerque, ricevette Pedro in udienza e gli chiese di mantenerlo informato riguardo al contenuto dei messaggi ricevuti.

La Chiesa si mantiene prudente e cauta in merito ai fatti di Anguera, così come ha fatto in passato per Fatima, Lourdes e tutti i casi simili, che per la maggior parte sono stati riconosciuti solo dopo anni.

3.5. Le Apparizioni a Maria do Carmo ed EdsonGlauber dei Tre Sacri Cuori – 1994/1998

Le apparizioni a Manaus e ad Itapiranga (Amazzonia) avvengono negli anni 1994-1998 e sono attualmente sub judice. I veggenti sono: Maria do Carmo e suo figlio, Edson Glauber.

Fu Maria do Carmo, la madre di Edson Glauber, a vedere per prima la Madonna, il 2 maggio 1994, mentre stava pregando il S. Rosario in casa sua, nella città di Manaus in Amazzonia (Brasile).

In una luce molto forte comparve una giovane molto bella, che indossava un vestito bianco lungo ed un lungo manto dello stesso colore.

La giovane aveva tra le mani una corona del Rosario di grani azzurri. Mostrandola a Maria do Carmo, le disse: “Prega, prega!”.

Quindi la Madonna mostrò alla donna il figlio Quirino, morto accidentalmente, mentre giocava, il 1° settembre 1989, dicendole che il bambino era con Dio e con Lei in Cielo ed invitandola a pregare molto per poterlo riabbracciare nuovamente un giorno in Paradiso.

All’inizio, le apparizioni avvenivano nella casa di Maria do Carmo, durante la recita del S. Rosario. Nostra Signora donava loro dei messaggi.

In seguito, nel giugno 1994, Maria SS. chiese ad Edson e alla madre di recarsi ad Itapiranga, città natale del padre, invitando i suoi abitanti alla preghiera e alla conversione.

In quella città, in un terreno di proprietà del padre di Edson, la Madonna chiese loro di costruire una piccola cappella in suo onore. Inizialmente la cappella era di paglia, poiché doveva ricordare la povertà e le sofferenze di tutti i suoi figli dell’Amazzonia, maltrattati, sfruttati e uccisi nel passato dai grandi potenti della terra.

Si tenga presente, tuttavia, che il Vescovo del luogo, Mons. Carillo Gritti, il 31 maggio 2009 ha reso pubblica una prima importante dichiarazione secondo la quale, nelle apparizioni di Nostra Signora Regina del S. Rosario e della Pace:

«…avvenute ad Itapiranga (Amazzonia) negli anni 1994-1998 al veggente Edson Glauber e a sua madre Maria do Carmo – vi è Una “Origine Soprannaturale”. (…) “Quanto al carattere forse soprannaturale e al contenuto dei messaggi, si constata che questa devozione ha preso un posto nella vita di fede di migliaia di fedeli.

Mi sono state anche riportate testimonianze di conversione e di riconciliazione,

come anche di guarigione e di particolare protezione…»

A tale dichiarazione ha fatto seguito, in data 31 gennaio 2010, un importantissimo decreto, mediante il quale egli Approva il culto nei luoghi delle Apparizioni.

3.6. Patricia Talbot, El Cajas (Equador)

Veniamo ora alle apparizioni e ai messaggi della “Guardiana della Fede”, la veggente Patricia Talbot de Vega”.

Patricia Talbot, chiamata anche “Pachi” dagli amici, sul finire degli anni ‘80 era un’adolescente come tanti, con scarso interesse per la religione e con gli stessi problemi di tanti giovani della sua età. Un po’ di tempo prima che avessero inizio le apparizioni i suoi genitori avevano divorziato; Pachi allora, in un atto di ribellione, tentò il suicidio.

Quando iniziarono le apparizioni aveva sedici anni. A quel tempo studiava, frequentava il quarto anno nel Collegio delle Madri Domenicane di Cuenca. Era molto attraente e assieme ad altre ragazze della sua stessa età faceva parte di un gruppo di modelle che promuovevano, in Ecuador e all’estero, abiti confezionati secondo lo stile folcloristico locale. Che Patricia non fosse una ragazza particolarmente religiosa oggi lo dice lei stessa, ammettendo che non le piaceva andare nei santuari o partecipare alla recita del Rosario, alla Via Crucis, ecc. “Se non fosse stato per Lei (la Madonna) non sarei qui”, dice Patricia. E la sua lontananza dalla fede e lo scetticismo verso le apparizioni si può evincere chiaramente da un episodio: un giorno quando nella sua classe all’ora di religione veniva proiettato un filmato sulle apparizioni di Medjugorje, la sua reazione fu quella di esclamare: “È ridicolo!”.

La sua vita dopo le apparizioni cambiò radicalmente. Crebbe in lei un’intensa spiritualità e l’impegno di vivere pienamente nella sua vita i messaggi della Madonna, diventando essa stessa un esempio per tutti di quello che deve essere l’impegno personale che la Madonna chiede a ciascuno di noi. Oggi vive a Cuenca, è sposata con Andres Vega e non ha figli.

Il suo direttore spirituale è un padre Gesuita, presidente dell’Università Pontificia di Quito.

Per quanto riguarda i pellegrini in visita a El Cajas, quest’ultima è una località a 28 chilometri dalla città di Cuenca, in Ecuador, ed è situata a 3.540 metri di quota nelle Ande Ecuadoriane. Qui nel 1988 ebbero inizio le apparizioni della Madre di Dio a Patricia Talbot.

Era il 28 agosto del 1988, Patricia stava dormendo quando verso le 4.30 del mattino la svegliò una luce molto intensa. Da quella luce proveniva una voce che le disse: “Non temere, sono la tua Madre del Cielo… Prega molto per la pace nel mondo che in questo momento ne ha più che mai bisogno”. Da quel momento la Madonna apparve a Patricia in diverse altre circostanze e in presenza di altre persone.

Patricia per via del lavoro di modella dovette recarsi in quel periodo a Città del Messico.

Lì ebbe diverse apparizioni, una anche sulla collina di Tepeyac (dove, nel 1511, l’indio Juan Diego vide la Vergine di Guadalupe), dove ricevette miracolosamente la Santa Comunione in bocca.

In alcune apparizioni la Vergine era con suo Figlio Gesù, il quale in qualche occasione diede anch’Egli dei messaggi a Patricia.

Durante una delle apparizioni la Madonna affidò a Patricia l’incarico di trovare un luogo dove i suoi figli potessero raccogliersi e dove Lei potesse benedirli e portare loro grazie di conversione. Patricia andò sulle montagne in cerca di quel luogo chiesto dalla Vergine. Ad un certo momento una luce comparve nel cielo indicandole la strada che conduceva a El Cajas. Lì la Vergine le apparve e le disse che aveva trovato il luogo giusto. Fu qui che da quel momento la Vergine sarebbe apparsa molte volte fino al marzo del 1990. Questo luogo è conosciuto come “El jardín” [“Il Giardino”; N.d.T.].

Patricia nel periodo delle apparizioni ha ricevuto in totale 98 messaggi.

3.6.1. La posizione della Chiesa e i frutti spirituali di El Caias

La Chiesa fino ad oggi non ha approvato né smentito ufficialmente la realtà degli eventi di El Cajas.

All’inizio delle apparizioni il vescovo raccomandò ai sacerdoti e alle suore della diocesi di non andare alle apparizioni, lasciando tuttavia piena libertà ai laici di recarvisi per pregare.

L’Arcivescovo Cisneros recentemente ha autorizzato le celebrazioni Eucaristiche a El jardín, che si svolgono tutti i sabati alle ore 11.00.

L’8 dicembre 2002 l’arcivescovo di Cuenca e presidente della Conferenza Episcopale Ecuadoriana, Mons. Vicente Cisneros, promulgò un decreto col quale proclamava

Santuario Mariano il luogo di El Jardín a El Cajas, dove erano avvenute le apparizioni, individuandolo come sito prescelto per la futura costruzione di un tempio dedicato alla Santissima Trinità e all’Immacolata Vergine Maria.

Dal giugno del 1989 al dicembre 2002, secondo i registri dei visitatori, si sono recate in pellegrinaggio al El Cajas circa 1.538.000 persone.

3.6.2. Indagini scientifiche effettuate su Patricia Talbot de Vega

Il caso di Patricia Talbot è stato studiato anche da uno scienziato autorevole, il Dott. Ricardo Castañón Gómez (tutti i diritti riservati all’autore ed alle sue relazioni parzialmente citate), psicologo clinico, specializzato in neuropsicologia, che indaga da molti anni questo tipo di eventi straordinari nell’America Latina. Il Dott. Castañón studia secondo rigorosi criteri scientifici le apparizioni mariane ed altri presunti fenomeni soprannaturali; nel corso di anni di indagini ha raccolto una ricca documentazione su varie decine di casi noti e meno noti.

Il prof. Castañón è anche presidente del Gruppo Internazionale per la Pace, un’istituzione fondata in Bolivia nel 1992 con l’obiettivo principale di “riconsiderare da nuove prospettive la presunta dicotomia esistente fra la scienza e la fede”.

A seguire vi proponiamo alcuni stralci della ricerca condotta su Patricia Talbot, tratti dal libro del Dott. Castañón Documentos Para La Ciencia Y La Fe, pubblicati anche nel sito del Gruppo Internazionale per la Pace:

«Premesse Attraverso la stampa e la letteratura specializzata mi informai sulle presunte apparizioni della SS. Vergine alla Sig.ra. Patricia Talbot nella città di Cuenca, in Ecuador. Il contenuto del materiale a mia disposizione aveva una notevole somiglianza con i messaggi diffusi da Nancy Fowler, tuttavia c’era un ostacolo fondamentale che sconsigliava qualsiasi analisi tecnica e scientifica: le apparizioni si erano concluse nel marzo del 1990».

3.6.3. Conclusioni e documento finale.

«I dottori Agosto e Dalmau (tutti i diritti riservati agli autori) realizzarono – un esame comparativo con 5.000 registrazioni elettroencefalografiche di persone “comuni” e altre 200 con persone con un alto grado di pratica della vita contemplativa di preghiera, meditazione e rilassamento. Il risultato mise in luce che in nessuno di essi si riscontrava niente di simile. Alla fine si concluse che tali valori non possono essersi prodotti né per volontà dell’investigata né a seguito di manipolazioni esterne. […]

Concluse le indagini, tutti noi che avevamo partecipato allo studio venimmo ricevuti dall’Arcivescovo Mons. Luna Tobar per consegnargli formalmente un rapporto preliminare.

Dopo varie analisi e discussioni durate alcuni mesi, elaborammo un rapporto ufficiale a firma dei dottori Sánchez, Agosto, Dalmau e mia. Il 29 maggio 1995 il rapporto fu inviato all’Arcivescovo e la giornalista Alexandra Barretto del periodico “El Expreso” si è interessata a diffondere le notizie in tutta la nazione, a cui hanno fatto seguito altre pubblicazioni, programmi televisivi e radiofonici che hanno divulgato le scoperte fatte».

Fonti bibliografiche citate:

Il libro I am the Guardian of the Faith, Suor Isabel Bettwy, Franciscan University Press, Steubenville;

Il libro The Thunder of Justice, Ted e Maureen Flynn, MaxKol Communications;

Il libro Documentos Para La Ciencia Y La Fe, Dott. Ricardo Castañón Gómez;

Il sito del Gruppo Internazionale per la Pace (Grupo Internacional para la Paz);

Il sito The Community of The Monks of Adoration;

Il sito Il Movimento della Parola di Dio;

Il sito Jesús está vivo;

Il sito Daily Catholic;

A cura di “Profezie per il Terzo Millennio” – Settembre 2004 (tutti i diritti riservati agli autori ed alla testata).

3.7. Varie informazioni su altre apparizioni mariane e mistici e veggenti/visionari recenti

Oltre al già citato caso di Patricia Talbot, esamineremo ora i casi di:

Padre Pio da Pietralcina – Benevento (Italia)

Nancy Fowler – Conyers (USA)

Elena Aiello (Italia)

Catalina Rivas (Bolivia)

Teresa Neumann – Konnersreuth (Germania

Le 4 veggenti di Garabandal (Spagna)

Medjugorje (Bosnia ed Erzegovina)

3.7.1. San Padre Pio da Pietralcina – Benevento, Italia

Padre Pio (1887-1968) nacque il 25 maggio 1887 a Pietralcina in provincia di Benevento. Nel gennaio del 1903 entrò come novizio nell’ordine dei Padri Cappuccini e venne ordinato sacerdote nel 1910.

Qualche anno più tardi ricevette le piaghe di Nostro Signore in maniera non visibile e nel 1918 queste stigmate si aprirono definitivamente. Le sue stigmate furono qualificate dalla scienza come autentici miracoli. Erano ferite che non cicatrizzavano e non miglioravano e che rimasero inalterate per 50 anni.

Nel 1947 a san Giovanni Rotondo, ricevette la visita di un giovane prete polacco, Karol Wojtyla, al quale padre Pio avrebbe predetto: «Tu diventerai papa, ma io vedo anche sangue e violenza su di te». La profezia non è mai stata confermata né smentita dal Papa.

La sua fama di santità si diffuse dappertutto. Tuttavia, molte furono anche le sue sofferenze e le incomprensioni. Fu ripetutamente fatto oggetto di persecuzioni e critiche da parte della gerarchia ecclesiastica. A tutto egli reagirà con una docilità straordinaria ed un abbandono totale alla volontà dei superiori. Tutto accettò senza neanche una parola di ribellione sulle sue labbra.

Papa Benedetto XV si schierò a suo favore dicendo di lui: «È una di quelle anime straordinarie che Dio invia di quando in quando per condurre gli uomini a Lui».

Padre Pio celebrò la sua ultima messa il giorno 22 settembre 1968 e alle 2.23 del mattino del 23 settembre spirò.

La sua salma rimase esposta per quattro giorni senza che desse alcun segno di decomposizione. Più di centomila persone assistettero alla sua sepoltura. Le stigmate scomparvero con la sua morte (nota dell’autore).

Numerose furono pure le contestazioni e le angherie che P. Pio dovette subire durante la sua vita.

Il 2 maggio 1999 venne proclamato beato. Il 16 giugno 2002, di fronte ad una folla di oltre 300.000 persone convenute in Piazza San Pietro da ogni parte del mondo, Papa Giovanni Paolo II ha proclamato solennemente Santo il Beato Padre Pio da Pietrelcina. Il suo nome è stato inserito nel calendario liturgico alla data del 23 settembre.

3.7.2. 1987 Nancy Fowler – Conyers, USA

Nancy Fowler ha 47 anni, è sposata ed è madre di due figli. A Conyers, in Georgia, in una fattoria il 13 di ogni mese, di pomeriggio, gente proveniente da tutto il mondo si raccoglie per ascoltare il messaggio di Gesù e della Madonna.

Il 30 Novembre 1987, Nancy vide una luce intensa su un crocifisso e per la prima volta Gesù le apparve: – “Lo vedevo sorridere…” – disse. Durante il 1987 Nancy iniziò a comunicare anche con gli angeli e con la Madonna. Nancy ha scritto molti messaggi provenienti dalla Beata Vergine Maria e da Gesù.

Negli ultimi anni la Madonna ha fatto visita a Nancy una sola volta all’anno, il 13 di ottobre.

La sua penultima apparizione è stata menzionata su “USA Today” nel numero del 13 ottobre 1997. Nancy ha riferito che in quella occasione Nostra Signora le è apparsa per 8 minuti. Le ha detto che la Sua prossima visita sarebbe stata anche l’ultima e che una grande guerra stava per arrivare.

Il 13 ottobre 1998 Nancy, contravvenendo alle sue abitudini di non concedere interviste, si è presentata sulla mansarda della sua abitazione per una conferenza stampa di fronte alla folla di circa 100.000 persone che si era raccolta davanti alla sua fattoria per ascoltare l’ultimo messaggio di Maria.

Studi scientifici

Un team scientifico guidato dal Prof. Ricardo Castañón, docente di neuropsicofisiologia dell’Università della Bolivia (tutti i diritti riservati all’autore del testo ed alla testata che lo riproduce), e composto da neurologi, psichiatri, studiosi di radiazioni e specialisti di elettroencefalogrammi, poté studiare Nancy durante le apparizioni. Gli studiosi, alla luce delle loro conoscenze, della loro esperienza e dopo un’attenta analisi dei dati da loro raccolti, arrivarono alla conclusione che ai risultati della loro indagine su Nancy non era possibile attribuire una spiegazione scientifica. Il professor Castanon affermò: “Non penso che potremo spiegare queste cose. Pensiamo che l’uomo sia molto intelligente e che non conosciamo tutto. Talvolta dobbiamo essere umili e dire: ecco un potere che non conosciamo e che potrebbe essere di Dio”.

A distanza di quasi 10 anni dalla prima apparizione, l’Arcidiocesi locale non ha ancora espresso alcun parere ufficiale sull’autenticità delle apparizioni di Conyers. Ma poiché gli eventi e i messaggi di Conyers non sono contrari alla dottrina cattolica, l’arcivescovo di Atlanta, monsignor Donoghue, non ha imposto alcun divieto alla diffusione dei messaggi e ai pellegrinaggi dei fedeli (a patto che non siano organizzati da religiosi).

3.7.3. Alcune considerazioni medico-scientifiche sulla fenomenologia mistica della Beata Suor Elena Aiello (prov. Di Cosenza).

Traggo questa testimonianza da Profezie per il terzo millennio:

«Il Dott. Paolo M. Marianeschi, Medico Chirurgo e studioso dei fenomeni straordinari di Suor Elena Aiello in un articolo pubblicato su “La voce delle figlie di Madre Elena Aiello”, a questo proposito ha scritto:

“Il caso di suor Elena Aiello interessa il dibattito scientifico per diversi aspetti: ella fu estatica, stimmatizzata e manifestò una drammatica e clamorosa essudazione di “sangue” in tutti i periodi di Quaresima a partire dal 2 Marzo 1923. […] Qui mi soffermerò su un aspetto fattuale specifico della Beata di Montalto Uffugo che mi sembra di grande interesse scientifico e che, a mio parere, non è stato ancora considerato adeguatamente nella sua valenza semiotica. Mi riferisco alle qualità biochimiche del “secreto ematico” che improvvisamente compariva sul volto dell’estatica calabrese e che altrettanto improvvisamente scompariva lasciando la cute perfettamente asciutta e sana, come poterono documentare diversi medici, lo stesso Vescovo di Cosenza oltre che migliaia di testimoni.

L’esame chimico di quel secreto che rendeva il viso di Elena una tragica maschera di dolore, dimostrò che esso era costituito da emoglobina e non da elementi figurati (globuli rossi e bianchi) del tessuto sanguigno. Il che, in termini biologici, vuol dire che non si trattava di ematoidrosi, cioè la fuoriuscita della sola sostanza rossa dei sangue senza le cellule che la contengono. Questo carattere forse dice poco ad un profano, ma, per un medico, è veramente paradossale e inspiegabile: non è infatti possibile che la sostanza chimica dell’emoglobina, che è posta all’interno del globulo rosso, si ritrovi sulla pelle senza alcuna traccia del suo contenitore. Tutto ciò appare ancor più strano se si considera che i globuli rossi dell’Aiello risultarono perfettamente normali e cioè non fu trovata in nessun segno di emolisi (rottura del globulo rosso) e quindi nessuna traccia di emoglobinemia (emoglobina libera nel sangue).

Come fece osservare il Prof. Santoro nella relazione da lui inviata alla Sacra Congregazione per le cause dei Santi “nella letteratura medica non esistono casi di emoglobinoidrosi” il che è come dire che nell’uomo normale e patologico tale fenomeno non accade perché non può accadere dal punto di vista istofisiologico e fisiopatologico e conseguentemente il caso singolare della Aiello risulta del tutto inspiegabile.

Il reperto biochimico evidenziato dal Prof. Santoro è di grande importanza anche nell’antico dibattito fra chi sostiene che la sudorazione di sangue presentata da Gesù nell’Orto degli Ulivi e da altri mistici sia un fenomeno naturale spiegabile con lo stress emotivo e chi, invece, pensa che esso sia un segno soprannaturale non spiegabile dalla scienza.

Sembra, anche se non tutti sono d’accordo e il fenomeno non è mai riportato nei classici trattati di Medicina Moderna, che in alcuni soggetti, per azione di batteri cromogeni, per aumento di permeabilità capillare e diapedesi (migrazione di globuli rossi attraverso dei fori che si aprono nella parete del vaso) dovuta ad infiammazione e/o stress emotivo intenso, si possa manifestare un sudore sanguigno; ma se la fisiopatologia moderna consente di ammettere la possibilità che qualche globulo rosso si ritrovi sulla pelle insieme al sudore, la stessa non ammette che della semplice emoglobina possa riversarsi fuori dalle ghiandole sudoripare senza che vi sia traccia delle cellule che la contengono e senza che la molecola dell’Eme (Emoglobina) si ritrovi libera nel plasma come avviene nei fenomeni di emolisi (distruzione) dei globuli rossi.

E’ evidente che il paradosso scientifico rappresentato da una “emorragia” cutanea costituita da sola emoglobina senza emolisi documentata porta alla conclusione che, almeno nel caso dell’Aiello, l’apparente sudore sanguigno non è assolutamente interpretabile in modo naturale.

Risultarono, invece, di sangue umano completo di tutte le sue componenti le effusioni ematiche che, nella notte fra il 29 ed il 30 Settembre 1955, si manifestarono su un pannello di masonite che era stato posto accanto al letto di suor Elena per proteggerlo dall’umidità del muro.

Il sangue fluì per circa 15 giorni (29 Settembre – 13 Ottobre) e poi si ripeté più volte fino al 1956. Particolarmente vistoso fu il fenomeno il 3 Maggio 1956, solennità della S. Croce, il 31 Maggio, festa del Corpus Domini, l’8 Giugno, S. Cuore, ed il 10 Luglio, festa del Preziosissimo Sangue. In questa ultima occasione, il pannello fu lavato con acqua dalla stessa Aiello per ben sette volte, ma il sangue continuò a scorrere per tutta la giornata, delineando, in modo molto preciso, i lineamenti di un Volto, che, da quel momento, rimarrà impresso fino ad oggi su quella lastra di legno.

In conclusione la fenomenologia presentata dalla suora Elena Aiello o prodottasi nel suo ambiente, non solo non ha spiegazione ma di per sé costituisce l’avvenimento di una impossibilità naturale dimostrabile scientificamente, per cui, considerando anche la grande valenza cristologica di tutta la fenomenologia, le virtù cristiane esercitate dalla Beata e i frutti di conversione che da essa scaturirono, è razionale pensare che quella fenomenologia rappresenti, insieme ai molti fatti straordinari di sangue manifestatisi nel XX secolo, un inequivocabile richiamo alla Passione redentiva di Cristo e un forte ammonimento divino ad una umanità sull’orlo del baratro che Dio vuole salvare con ogni mezzo ed ad ogni costo”».

Sempre dal sito Profezie per il terzo millennio: (tutti i diritti riservati alla testata ed ai singoli autori) traggo il seguente passo:

«I FENOMENI SOPRANNATURALI E GLI STUDI SCIENTIFICI

Numerosi erano i fenomeni straordinari che accadevano sul corpo di Madre Elena e nei luoghi dove lei abitualmente viveva.

Ecco la relazione che il Dott. G. Battista Molezzi scrisse il 23 novembre 1938 per l’Arcivescovo Mons. Roberto Nogara.

Le stigmate

«Suor Elena Aiello e le sue stigmate.

Quello che io dirò intorno a Suor Elena Aiello, il cui organismo in ogni Venerdì di Passione presenta fenomeni tali da rendere straordinariamente sorpresi, risulta da mie dirette osservazioni fatte nella sua casa in Montalto Uffugo ed a Cosenza nell’istesso suo Asilo delle “Piccole Abbandonate”.

Non entrerò in vane discussioni, né in argomenti dove per poco entri la religione, ma riferirò soltanto quanto ho visto, e quello che mi ha colpito di meraviglia e di viva commozione allorquando ne’ detti Venerdì di Passione vidi prodursi in modo impressionante le diverse stigmate sanguinanti, come appresso descriverò, ed il quadro veramente tragico delle sofferenze che martoriano quel povero corpo.

Tralascio di parlare delle gravi malattie delle quali suor Elena guarì senza i rimedi della scienza, ma in seguito a soprannaturali interventi com’essa stessa narra, e su’ quali mi prefiggo d’intrattenermi, sperando di tracciare un giorno, se il Signore me ne darà la forza e l’attitudine, la vita della stigmatizzata.

Molti de’ fenomeni furono studiati da scienziati quali il Fabrizio ed il Martelli, ma senza poter venire a capo di una spiegazione qualsiasi.

Innanzi tutto bisogna accennare all’esistenza fisica di Suor Elena, che senza concedersi sia anche un pasto frugale, ma cibandosi semplicemente di un po’ di legumi e bevendo solo acqua, sopporta una vita di lavoro ininterrotto che fiaccherebbe ogni altro organismo ben costituito, e ciò nonostante le sofferenze alle quali il suo fisico va soggetto. Può dirsi che Suor Elena viva del suo digiuno che se non è straordinario, come quello dell’altra stigmatizzata, Suor Teresa Neumann, non è men degno di nota.

Ma quel che sorprende è la comparsa delle stigmate sanguinanti che ogni Venerdì di Passione e propriamente nelle ore in cui N. Signore Gesù Cristo soffrì sulla croce, si manifestano attorno alla fronte con la comparsa di numerosi punti emorragici come se prodotti da acute spine, e poi al costato, alle mani, a’ piedi, e, fenomeno più spettacoloso, questi forati da parte a parte come si è verificato spingendo uno stecco di legno attraverso tutte e due le piante, come se veri chiodi le avessero traforate.

Tutte queste stigmate sanguinano abbondantemente tanto da restarne inzuppata molta biancheria.

Suor Elena resta allora in istato sonnambolico interrotto spesso da estasi dolorose, durante le quali rimane con le braccia aperte come su una croce, e gli occhi, spalancati, esterrefatti, fissantisi come su una lontana visione paurosa. Nello svegliarsi, e quando ha man mano ben ripreso la coscienza, afferma essere stata spettatrice della Passione di N. Signore, ed a parte di quella Tragedia Divina.

Tutti questi fenomeni cessano d’incanto passato il Venerdì Santo; delle stigmate sul costato, sulle mani e su’ piedi restano macchie cicatriziali epidermiche che alle volte si coloriscono in rosa, e permangono, come puossi constatare in ogni tempo. Degno di nota è che Suor Elena da uno stato di prostrazione profonda, anzi di vera adinamia durante la quale più di una volta fa temere per la sua vita, la mattina del Sabato Santo si leva da letto ilare e forte, dà ordini, sopraintende a tutto, ed inizia la sua vita di operosità e di bene, come se nulla fosse successo nel suo organismo.

Or quanto abbiamo descritto si è voluto spiegare con i soliti fenomeni d’isterismo o con l’influsso del sistema nervoso. Ma vi è invece da domandarsi: ci troviamo d’innanzi ad un evento straordinario? È ignoranza la nostra che non spiega la fenomenologia biologica e patologica oppure siamo d’innanzi alla manifestazione di un mistero intorno al quale la scienza si affatica invano?

Il certo è questo che uscendo dalla casa dove si è assistito allo strazio di quel povero corpo, si ha sempre presente agli occhi quel volto inanimato rigato di sangue che cola dalla fronte e dalle tempie, quella maschera di spasimi, ed il corpo sussultante ad ogni toccamento che il visitatore incauto si permette fare su quelle piaghe.

Sotto l’incubo di un pensiero per ciò che non è conosciuto e spiegato, l’uomo comune o di scienza rimane turbato e perplesso, e la mente non rifugge dal pensare all’influsso di una forza ignota ed occulta che spinge il dubbio ai margini del mistero. E dubbio e meraviglia crescono nel segreto di un pensiero: come cioè quest’anima portata dal vento dell’amore, possa dar forza al corpo martoriato continuamente da molteplici sofferenze se non sorretta da un potere Supremo.

Questo è quanto in mia fede e coscienza, ed anche nella mia qualità di medico curante, mi è dato affermare su quanto interessa la vita straordinaria di Suor Elena Aiello». [a]

Il sangue apparso su un pannello di masonite e le forme sacre impresse su un fazzoletto usato per asciugare il sangue.

Il 25 marzo 1957 il P. Francesco Mazza inviava all’Arcivescovo, Mons. Calcara, una relazione dettagliata «sul fenomeno del sudore sanguigno e sul profilo del volto di Gesù» apparso su un pannello di masonite, «nella stanza di Suor Elena». Cercheremo di sintetizzare qui di seguito le linee essenziali di tale relazione. Il sacerdote spiegò che da parecchi anni tra il letto di Suor Elena e la parete, cui era addossato, erano stati posti alcuni riquadri di masonite per proteggere in qualche modo la degente dal freddo, dall’umido causato da una batteria di rubinetti d’acqua corrente dell’attiguo stanzino.

Sul riquadro rispondente ai cuscini, durante i fenomeni straordinari e in particolare nel venerdì della Settimana Santa, alcune gocce sprizzate dal volto della sofferente erano rimaste e vi si erano poi disseccate.

Il 29 settembre del 1955, verso la mezzanotte balenò una luce sull’angolo sinistro e inferiore del suddetto pannello, attirando la meravigliata attenzione di Madre Elena e di Suor Luisa Perna, che l’assisteva. Ed esse videro del sangue scorrere dalle antiche disseccate gocce del pannello. Suor Elena accostò le sue dita al legno e le ritrasse rosse di sangue. Al mattino riscontrò bagnata di sangue la sopracoperta bianca aderente al tramezzo.

Ebbe così inizio questo fenomeno, assolutamente inspiegabile. Si accostarono batuffoli di cotone e fazzoletti e furono ritirati bagnati di sangue, in forme determinate: di croce, di corona, di cuore. Il sangue continuò a fluire in diverse occasioni nell’arco di diversi mesi, talvolta anche in maniera particolarmente abbondante. Suor Elena a volte lavava energicamente la masonite con acqua, ma il sangue continuava a scorrere per tutta la giornata.

I lineamenti di un volto incominciarono a delinearsi, nitidi e precisi, sul pannello. Il sangue scorreva in particolare dagli occhi dell’effigie che richiamava un’immagine di Gesù nella sua Passione.

In una occasione (il 23 novembre 1956), quando il sangue incominciò di nuovo a scorrere dal pannello, si riuscì a raccoglierne abbastanza per farlo esaminare: risultò essere sangue umano. Il fenomeno, ad intervalli, continuò negli anni successivi, fino alla morte di Suor Elena».

3.7.4. Teresa Neumann – Konnersreuth, Germania

Traggo questa testimonianza da Profezie per il terzo millennio:

(tutti i diritti riservati alla testata ed ai singoli autori).

Teresa Neumann nacque a Konnersreuth, un piccolo paese della Baviera settentrionale, l’8 aprile 1898.

All’età di 20 anni, si procurò una lesione alla spina dorsale mentre correva in soccorso dei vicini cui si era incendiata la casa. A causa dell’incidente rimase paralizzata alle gambe e qualche tempo dopo, a causa di un altro incidente, divenne anche cieca.

Quando suo padre, un militare tedesco, le portò a casa dal fronte un’immaginetta di Teresa del Bambin Gesù, Teresa Neumann cominciò a pregarla e il 29 aprile 1923, a pochi giorni dalla beatificazione della suora francese, grazie alla sua intercessione riacquistò improvvisamente la vista. Due anni dopo, sempre per intercessione di Teresa di Lisieux, improvvisamente Teresa Neumann riacquistava anche l’uso delle gambe.

Dal 1926, Teresa Neumann ricevette nelle mani, nei piedi, nel costato e sul capo le piaghe di Gesù Cristo: le stigmate. Per 36 anni, ogni venerdì, riviveva sul suo corpo la passione di Nostro Signore.

Era impressionante lo spettacolo che si presentava agli occhi dei numerosi testimoni che assistevano alle “passioni” di Teresa. Il sangue che usciva copioso dalle ferite le inzuppava i vestiti mentre l’espressione del suo volto testimoniava una profonda sofferenza fisica e spirituale.

Le sue ferite non andavano incontro ad infiammazioni o suppurazioni e sembravano non rispondere a nessun tipo di trattamento medico. Tutti coloro che ebbero modo di conoscerla non riscontrarono in Teresa alcuna forma di isteria o di autosuggestione che potesse giustificare quelle ferite.

Pur conoscendo soltanto il dialetto della sua terra, durante le sue visioni ripeteva ad alta voce i lunghi dialoghi che sentiva in aramaico, greco e latino e molti specialisti di lingue antiche confermarono l’esattezza delle parole pronunciate da Teresa. Strabiliava esperti quali il professore di filologia semitica Johannes Bauer, l’orientalista e papirologo viennese prof. dott. Wessely e l’arcivescovo cattolico dott. Jos. Parecatill. I tre concordarono nell’affermare che Teresa si esprimeva nella lingua che si parlava in Palestina ai tempi di Gesù. La cosa era assolutamente inspiegabile vista la scarsa erudizione scolastica della donna.

Dal 1926, anno in cui ricevette le stimmate, fino al momento della sua morte, Teresa Neumann non mangiò e non bevve mai nulla, nutrendosi esclusivamente dell’ostia consacrata.

Commissione diocesana

La diocesi di Ratisbona istituì una Commissione composta da uno psichiatra, il dott. Ewald, da un medico, il dott. Seidl e da quattro suore, che sorvegliò e studiò Teresa per un periodo di quindici giorni. A gruppi di due le suore, sotto giuramento, controllarono ininterrottamente anche il più piccolo movimento della donna. A Teresa, venne proibito l’accesso alla toilette: tutte le secrezioni venivano raccolte ed esaminate. I medici eseguirono approfondite analisi delle ferite e controllarono più volte il peso e la temperatura corporea della donna. Al termine dei quindici giorni i medici dichiararono l’autenticità delle stigmate e confermarono che nessuna sostanza era stata ingerita dalla paziente durante il periodo dell’indagine.

La mistica possedeva anche i doni della bilocazione (la capacità di essere in luoghi diversi allo stesso tempo), della xenoglossia (la capacità di esprimersi in lingue sconosciute), della telepatia e della profezia. Anche lei come altri mistici del nostro tempo profetizzò un futuro terribile castigo per l’intera umanità.

Teresa Neumann morì il 18 settembre 1962 a causa di un attacco cardiaco. Il suo corpo rimase esposto per cinque giorni senza dare alcun segno di decomposizione.

3.7.5. Madonna in legno di Akita, Giappone (1973)

Suor Agnese Katsuko Sasagawa, una religiosa dell’Ordine delle Serve dell’Eucarestia, è la protagonista collaterale delle apparizioni di Akita, in Giappone, in quanto l’evento principale riguarda la statua in legno della Madonna, che non è legata alle fenomenologie della suora.

Il 12 giugno 1973, suor Agnese sente una voce (la religiosa è completamente sorda), e mentre prega vede una luce brillante provenire dal tabernacolo; questo fenomeno si verifica per diversi giorni.

Il 28 giugno, sulla sua mano sinistra appare una ferita a forma di croce, è molto dolorosa e le provoca una copiosa perdita di sangue.

Il 6 luglio, il giorno della prima apparizione, vede prima il suo angelo custode e poi sente una voce provenire dalla statua della Vergine Maria. Lo stesso giorno alcune delle sue consorelle notano del sangue uscire dalla mano destra della statua. Il sangue fuoriesce da una ferita a forma di croce identica a quella di suor Sasagawa.

Di lì a poco suor Agnese riceve dalla Madonna un messaggio nel quale le viene chiesto di pregare per il Papa, i vescovi e i sacerdoti e in riparazione ai mali degli uomini.

Nella seconda apparizione, il 3 agosto, la Vergine dice tra l’altro a suor Agnese: “…Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità…”.

Il 13 Ottobre 1973, riceve l’ultimo e più importante messaggio nel quale la Madonna dà alcune importanti indicazioni sulla natura e sulle conseguenze del Castigo. Si tratterà di una punizione più grande del Diluvio (dei tempi di Noè) e avrà luogo per mezzo del fuoco dal Cielo che annienterà gran parte dell’umanità, buoni e cattivi, senza risparmiare né religiosi né fedeli. Inoltre la Santa Vergine parla delle divisioni, della corruzione e delle persecuzioni che interesseranno la Chiesa, ad opera del Maligno, in un futuro prossimo.

L’angelo che visitò la prima volta suor Agnese, avrebbe continuato a parlarle per i 6 anni seguenti.

Il 4 gennaio 1975 la statua di legno dalla quale suor Agnese aveva udito provenire la voce della Vergine inizia a lacrimare. La statuetta ha pianto per 101 volte nel corso dei sei anni e 8 mesi successivi.

Diverse indagini scientifiche sono state eseguite sul sangue e sulle lacrime prodotte dalla statua. Le analisi condotte dal professor Sagisaka della Facoltà di Medicina Legale dell’Università di Akita, hanno confermato che il sangue, le lacrime e il sudore erano veri e di origine umana; erano inizialmente di tre gruppi sanguigni per la poco corretta raccolta del medesimo: 0, B e AB (i prelievi iniziali in cui risultava 0 e B erano stati eseguiti in modo inadeguato, senza le precauzioni necessarie: determinante fu l’ultimo prelievo in cui risultò sangue umano AB).

Nel 1981, una donna coreana, la signora Chun, con un cancro al cervello in fase terminale, ottenne una guarigione immediata mentre pregava davanti alla statua. Il miracolo venne confermato dal Dott. Tong-Woo-Kim dell’ospedale St. Paul Hospital di Seul e da don Theisen presidente del Tribunale Ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Seul. Il secondo miracolo fu la completa guarigione dalla totale sordità di suor Agnese Sasagawa.

Nell’aprile del 1984 monsignor John Shojiro Ito, vescovo di Niigata in Giappone, dopo un’ampia e approfondita investigazione durata diversi anni, dichiarò che gli avvenimenti di Akita sono da considerarsi di origine soprannaturale e autorizzò nell’intera diocesi la venerazione della Santa Madre di Akita. Il vescovo affermò: «Il messaggio di Akita è la continuazione del messaggio di Fatima».

Nel giugno del 1988 il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede presso la Santa Sede, espresse un giudizio definitivo sulla vicenda definendo gli eventi di Akita attendibili e degni di fede.

3.7.6. Catalina Rivas, Bolivia (1990)

Traggo questa testimonianza da Profezie per il terzo millennio:

https://profezie3m.altervista.org/ptm_storia_rivas.htm (tutti i diritti riservati alla testata ed ai singoli autori).

Catalina Rivas vive a Cochabamba, in Bolivia. Nella prima metà degli anni ’90 è stata scelta da Gesù per trasmettere al mondo i Suoi messaggi di amore e misericordia. Catalina, che Gesù chiama “la Sua segretaria”, scrivendo sotto Sua dettatura, è in grado di riempire in pochi giorni centinaia di pagine di quaderno, fitte di testo. Per scrivere i tre quaderni da cui venne tratto il libro “La Grande Crociata dell’Amore”, Catalina, impiegò appena 15 giorni. Gli esperti rimasero impressionati dalla notevole quantità di materiale che la donna aveva scritto in così poco tempo. Ma rimasero colpiti ancor di più dalla bellezza, dalla profondità spirituale e dalla indubbia validità teologica dei suoi messaggi, considerando per altro il fatto che Catalina non aveva terminato le scuole medie superiori, né tantomeno possedeva alcuna preparazione in campo teologico.

Catalina nell’introduzione di uno dei suoi libri scrive: “Io, indegna Sua creatura, sono diventata improvvisamente la Sua segretaria…Io che non ho mai saputo niente di teologia né ho letto mai la Bibbia…improvvisamente ho iniziato a conoscere l’Amore del mio Dio, che è anche il tuo…I Suoi fondamentali insegnamenti ci rivelano che l’unico amore che non mente, non inganna, non ferisce, è il Suo; egli ci invita a vivere quell’amore attraverso numerosi messaggi, uno più bello dell’altro”.

I messaggi contengono verità teologiche che, nonostante la loro intrinseca complessità, vengono espresse con una semplicità ed una immediatezza sconcertanti. I messaggi contenuti nei libri di Catalina rivelano la speranza fondata sull’immenso amore di Dio. Un Dio di immensa misericordia ma allo stesso tempo un Dio di giustizia che non viola la nostra libera volontà.

Tutti i messaggi dettati da Gesù sono stati raccolti in otto libri che il 2 aprile 1998 hanno ricevuto l’Imprimatur dall’Arcivescovo di Cochabamba Mons. René Fernández Apaza. In questo documento l’Arcivescovo afferma: “Abbiamo letto i libri di Catalina e siamo sicuri che il loro unico obbiettivo è quello di condurci tutti attraverso la strada dell’autentica spiritualità, la cui fonte è il Vangelo di Cristo […] Per questo, autorizzo la loro stampa e diffusione, raccomandandoli come testi di meditazione e orientamento spirituale, al fine di ottenere molti frutti per il Signore che ci chiama a salvare anime, mostrando loro che Egli è un Dio vivo, pieno di amore e misericordia”.

Le stigmate

Catalina dal 1994 porta su di sé le piaghe del Signore che appaiono di solito il Venerdì Santo.

Nell’ottobre del 1994, mentre si trovava in pellegrinaggio a Conyers, negli Stati Uniti, Catalina vide improvvisamente una forte luce attorno al Crocifisso e sentì il bisogno di offrire sé stessa e la sua vita al Signore. Vide 4 raggi di luce che uscivano dalle mani, dai piedi e dal costato di Gesù crocifisso, i quali penetrarono nelle sue mani, nei piedi e nel suo cuore come fulmini. Il dolore era talmente intenso che Catalina cadde a terra. Due giorni dopo, in Costarica, Gesù le disse che il dono delle stigmate che le aveva fatto le avrebbe consentito di condividere con Lui le sofferenze della Sua Croce e che esse sono riservate solo a coloro che sono capaci di amarlo come Egli desidera essere amato.

Studi scientifici

Nel gennaio del 1996 il Dott. Ricardo Castañón, ricercatore e docente di neuropsicofisiologia all’università Cattolica della Bolivia, visitò Catalina in ospedale e qui ebbe modo di constatare la presenza delle stigmate sul corpo della donna e la sua terribile sofferenza durante l’esperienza mistica della passione di Gesù. Le piaghe della donna il giorno dopo si erano già miracolosamente rimarginate, tanto che i medici non riuscivano a spiegare come quelle profonde ferite potessero essere guarite in un lasso di tempo così breve.

3.7.7. I veri studiosi ed esperti delle presunte Apparizioni di San Sebastián de Garabandal (diocesi di Santander, Spagna): Rapporto medico fisiopsicologico dello psichiatra Dott. Puncernau e del Dott. Ortis, neuropsichiatra infantile, con il contributo del Dott. Gasca.

Numerosi documenti sono stati inviati sia al Vescovo di Santander sia al Santo Uffizio da parte di medici e sacerdoti che hanno assistito agli avvenimenti di Garabandal, o da studiosi come il Prof. Quentin Badouin di Parigi (contattato personalmente dal sottoscritto) ed altri. Tali documenti ricomprendono:

–         studi sulle quattro veggenti di S.S. di Garabandal del Dott. Ortiz Perez di Santander;

–         rapporto dei Dottori Gasca e Ortiz;

–         la Vergine di S.S. di Garabandal, Dott. José De la Vega;

–         lettera del Dott. Puncernau al Prof. Jean De Chaume della Facoltà di Medicina di Lione;

–         rapporti, libri e conferenze del Dott. Puncernau.

Si rammenta che il Dott. Puncernau e il Dott. Ortis presenziarono a circa 200 eventi estatici delle ragazzine, mentre la prima Commissione scientifica episcopale si presentò sul posto pochissime volte (tre al massimo) e non presenziò ad alcun evento, limitandosi ad interrogatori verosimilmente da baraccone e a tentativi di cosiddetta ipnosi su minori mal riuscita, anzi teatrale. Si veda: Attività della Commissione.

I medici ufficialmente incaricati erano il Dottor Morales e il Dottor Piñal, psichiatra molto noto il primo e il secondo anestesista (senza preparazione psicologico/psichiatrica). Sulla presenza di questi medici a san Sebastian de Garabandal si allega una dichiarazione testimoniale e che dimostra la poca presenza in loco dei due medici che volevano a tutti i costi far finire la “commedia”, come la chiamavano loro, con manovre del tipo “condizionamento ipnotico non riuscito e con una “magra” dei due medici, ulteriormente accaniti contro le ragazzine:

Così ad esempio il Sig. Juan Álvarez Seco afferma nel suo rapporto:
«Faccio constare che, durante l’anno 1961, ho visto a Garabandal i medici, nominati dalla Commissione del Vescovado, solo tre giorni.

Uno fu quando mi disse Sr. Rocha de la Nansa che quel giorno il Dott. Morales aveva detto che le veggenti non sarebbero salite al Quadro, perché egli le avrebbe ipnotizzate e fermate sulla Calleja, fatto che risultò essere un grande insuccesso per il Dott. Morales. [In altri libri si cita il Dott. Piñal, anestesista, che tentò di ipnotizzare Conchita, N.d.A.]

L’altro fu il 18 ottobre 1961, quando fu dato il primo messaggio, che furono custoditi dalle forze dell’ordine, affinché non fossero infastiditi, pare per il loro comportamento e la cattiva riuscita della loro procedura.

E il terzo, credo che stettero di notte a Garabandal, quando tutta la popolazione dormiva, e cercarono di portare con sé le veggenti a Santander, senza il permesso dei genitori e del paese». [Altri testi citano una visita alle ragazze che erano in chiesa e proprio in quel luogo le aggredirono, N.d.A.].

Da questa testimonianza e soprattutto da quanto ha scritto il teologo Laffineur, la Commissione assemblata dal vescovo Doroteo nel 1961 fece di tutto per screditare le bambine con le sue note del 26/08/1961, la seconda nota senza data, pubblicata nel bollettino ufficiale il 2/11/1961, la terza del 07/10/1962, la quarta del 18/06/1965, attribuita ad un rappresentante del vescovo rimasto anonimo (nota 23 pag. 90/102).

Quindi i medici della fecero di tutto per screditare quelle ragazzine e metterle in condizioni di rinunciare alle Apparizioni per perseguire altri comportamenti meno ortodossi.

Notevole poi fu la ritrattazione del Dott. Morales sulle Apparizioni di Garabandal:
«Il 30 maggio 1983 il Dott. Luis Morales Noriega, designato dal Vescovo Amministratore Apostolico Mons. Doroteo Fernández come medico principale nella Commissione investigatrice delle Apparizioni, ritrattò la sua precedente opinione negativa e riconobbe l’autenticità delle Apparizioni della Vergine Maria a Garabandal durante una conferenza che diede nell’Ateneo di Santander con grande affluenza di pubblico e con il permesso del Vescovo di Santander. Al Dott. Luis Morales, di 86 anni, non importa assolutamente nulla che gli si parli della sua lunga evoluzione professionale, che lo ha portato ad essere un nome famoso nell’ambito della salute mentale della Cantabria: ha perso la fede nella psichiatria. Al contrario dice che ha guadagnato la fede in Dio e, ciò che è ancora più compromettente per uno scienziato, nella Vergine. Tra i suoi cambiamenti e le sue rettifiche personali è compreso il pentimento su ciò che un giorno dichiarò nell’ambito della Commissione di investigazione del Vescovado su San Sebastián de Garabandal, negando l’autenticità dei fatti, e nelle sue dichiarazioni giunse ancora più lontano: non ci fu né una Commissione né un’indagine formale, fu mera parvenza. “Affermo contemporaneamente, senza timore alcuno, che gli eventi di San Sebastían de Garabandal furono esattamente della stessa natura che a Lourdes e a Fatima, addirittura con protagonisti bambini della stessa età e in circostanze simili di semi-isolamento”, spiega il Dott. Morales. Per questo dottore gli eventi superano ogni spiegazione naturale». (Fonte: https://garabandal.it/it/che-cosa-fare/consigliamo-di-visitare/luoghi-religiosi/111-idiomas/italiano/index.php).

Vedasi la documentazione relativa alla Commissione e quanto pubblicato il 2 marzo 2019: https://www.garabandal.it/it/documentazione/per-approfondire/1260-la-ritrattazione-del-dottor-morales-secondo-il-quotidiano-diario-montanes.

Si riporta qui di seguito qualche testo significativo per quanto riguarda l’approccio metodologico alla fenomenologia delle Apparizioni/Visioni.

Il 18 giugno 1966, il Dott. Puncernau tenne una conferenza a Barcellona per esporre ciò che la scienza medica poteva dire sulle Apparizioni di Garabandal.

Il Dott. Puncernau stese poi un rapporto esauriente sulle fenomenologie estatiche osservate a Garabandal, anche se era un piccolo libricino da lui stesso stampato.

Tale rapporto conferma che lo stato modificato di coscienza, e cioè lo stato estatico osservato da lui e dal Dott. Ortiz, corrisponde allo stato estatico di tipo cattolico ed alla ipotizzata classificazione degli stati di coscienza modificati alla voce “estasi di tipo uno o due”. (Giorgio Gagliardi, Da Lourdes a Medjugorje, 1987)

La scienza aveva risposto che si trattava di trance estatiche, cioè a prevalenza ortosimpatica (si veda la citata mappa di R. Fischer), le più “cattoliche” in senso comportamentale e clinico, oltre che molto importanti e dai riscontri “paranormali” complessi e molteplici.

Tuttavia, i due medici citati (il Dott. Puncernau e il Dott. Ortiz) non facevano parte delle Commissioni Mediche istituite dai vari vescovi e perciò le loro osservazioni scientifiche rimasero uno studio tecnico, molto importante e forse pietra di inciampo futura per le non osservazioni scientifiche esposte e non dettagliatamente documentate di alcune Commissioni del Vescovo locale.

Infatti, come a Medjugorje, Monsignor Janic rispose agli studiosi che sì, c’erano le estasi, ma di origine naturale, e non spiegò nemmeno lui quale fosse secondo lui “l’origine naturale” di tale stato di coscienza modificato.

A Barcellona, il Dott. Puncernau prospetta e definisce tutta una serie di ipotesi che erano e sono tuttora molto valide ed attuali per un approccio scientifico ad un’Epifania Mariana.

La sua metodologia scientifica lo portò via via ad escludere determinate ipotesi e ad arrivare così ad un’ipotesi diagnostica sufficientemente soddisfacente, provata solo dall’osservazione clinica e da più anamnesi delle singole ragazzine ogni volta che si assisteva ai loro comportamenti, considerato il campo tanto delicato ed irto di aspettative e preconcetti e anche di mancanza di strumentazione scientifica più precisa, come un poligrafo o altro.

Assenza disturbi mentali

Gli studiosi citati hanno quindi escluso determinati disturbi mentali che saranno poi esposti.

Ipotesi: Simulazione cosciente (D.S.M. IV T R Disturbo fittizio con sintomi psichici non altrimenti specificato 300.19; simulazione v65.2)

E quest’ipotesi Puncernau la esclude subito. Infatti dichiara:

«Non è possibile, se si esaminano i fatti nell’insieme. Questi fenomeni durarono da più di un anno e mezzo con grande profusione ed intensità. Ci furono volte nelle quali lo stato estatico (sempre di attivazione emozionale spiccata, del tipo iperattivazione adrenergica simpatica) o la trance estatica durò circa sette ore». [Trance è una sua espressione che però oggi è usata solo per estasi in senso psicofisiologico e non religioso, N.d.A.].

«La trasformazione delle ragazze durante l’estasi è inimitabile (sensazione inusuale di beatitudine, subentra la possibilità di possibilità non spiegate dalla scienza).

In molti filmati o fotografie appare evidente questo stato: rimangono quiete, assorte, senza parlare (e non come ammalati catatonici) o parlando con la Visione. Il loro volto si trasforma in espressioni dolcissime; non come bella indifferenza o inespressività passiva.

Sia che siano presenti tutte e quattro, sia che il loro numero sia ridotto, hanno sempre una perfetta sincronizzazione [Di nuovo si rimarca questo importante meccanismo non spiegabile a distanza tra di loro, N.d.A.] dei movimenti più importanti, nel cambiare l’espressione del volto, o mantengono gli stessi cambiamenti espressivi durante i singoli momenti dell’estasi».

Questa sincronizzazione emozionale è di gran lunga più imponente della sincronizzazione dei movimenti riscontrati ad esempio a Medjugorje, che oggi possono essere verosimilmente ipotizzate anche dal funzionamento dei neuroni specchio dei singoli a contatto visivo.

Puncernau continua:

«Tutto questo scarta la possibilità di simulazione cosciente che le quattro ragazze avrebbero potuto mettere in atto di comune accordo e con una notevolissima preparazione che non sarebbe sfuggita né ai familiari, né ai vicini di casa.

La sincronizzazione emozionale è scarsamente controllabile anche tra persone vicine tra loro [ancora la teoria dei neuroni specchio, che è iniziata circa 20 anni fa, N.d.A.] poiché non tutte le ragazze potevano tenersi d’occhio ed avere reazioni comuni, avendo diverse modalità individuali nel reagire. Perciò tale sincronizzazione era condizionata come stimolo sia esterno che come stimolo motivazionale interno, ma sempre scandito da una comune fenomenologia.

La serie concomitante dei fatti, dei quali tratteremo, esclude completamente la possibilità di una commedia ben recitata.

Nessuno, nemmeno i denigratori di Garabandal, accettano la simulazione cosciente.

È curioso il fatto che le uniche persone che condividono questa ipotesi, cioè la simulazione cosciente, o perlomeno la prospettano, sono alcune delle ragazze di Garabandal, che sono state privilegiate dalla visione Mariana.

Diverse volte le ragazze hanno negato l’autenticità della Visione, dicendo che le avevano provocate loro stesse; una parlò persino di intervento diabolico, nel senso che la sua visione non fu la visione del diavolo, ma c’era l’intervento del demonio in quello che visualizzava».

Si tenga presente che in ogni stato di coscienza modificato il ritorno allo stato di realtà o di coscienza ordinaria comporta spesso l’oblio o amnesia di quanto è successo durante tale stato modificato, perciò, come i sogni, anche le visioni in trance estatica possono finire nell’oblio o nel dubbio su se siano successi o meno.

Ora, e appunto per quanto esplicitato, non è una novità il rinnegamento delle Apparizioni da parte dei veggenti anche “ufficializzati” dalla Chiesa Cattolica:

–         Bernadette negò di aver visto la Madonna.

–         Caterina Labourè pure.

–         Il piccolo Massimino (la Salette) negò al Curato d’Ars di aver visto la Signora.

–         Mariette Beco di Banneaux negherà alcuni particolari delle sue Apparizioni.

Eppure, nonostante tutte queste contraddizioni, i quattro veggenti citati furono ufficializzati dalla Chiesa Cattolica.

Naufragarono le Apparizioni delle Ghiaie di Bonate (sebbene il Vescovo abbia consentito la celebrazione della Santa Messa sul luogo) e di Garabandal: ci troviamo di fronte a stati estatici in senso psicofisiologico e quindi autentici ed inspiegabili per la scienza ufficiale, ma che trovarono delle “intellighenzie locali” nei cosiddetti ed autonominatisi esperti, che bocciarono la Madonna, anche in appello, poiché i loro preconcetti prevalsero e dettarono leggi che altro non erano che difetti interpretativi personali, se non anche qualcosa in più, notizie e fotografie recenti (ed anche biglietti scritti da Adelaide piuttosto accusatori, vedi letteratura attuale su Adelaide Roncalli).

II ipotesi: Simulazione subcosciente l’isteria classica (Dal manuale DSM IV T N, disturbo da conversione 300.11 o isteria.)

Puncernau continua:

«È risaputo che la nevrosi isterica è stata anche sempre chiamata la “grande simulazione”; in questo caso la simulazione non è criticata; è attuata spontaneamente e perciò è di tipo semicosciente o subcosciente.

Verranno per questo studiati i fatti in sé, ed in secondo luogo la personalità emergente delle veggenti, i loro stati modificati di coscienza, le loro estasi.

Durante le estasi, raptus mistici o stati di trance estatici, vi è una perdita quasi completa della sensorialità e della sensibilità.

Gli esperimenti medici, fatti più volte e da più colleghi, assicurano la perdita totale degli stimoli afferenti, ovvero quelli che arrivano al cervello, e la mancata risposta efferente, o risposta in uscita da parte del soggetto. Perciò le centraline superiori sono funzionanti, ma non possono ricevere né trasmettere, in quanto sono occupate dalla Visione che le impegna completamente.

Gli stati modificati di coscienza riscontrati a Garabandal sono di tre tipi:

  1. a) Quiete estatica: rapimento estatico con comportamento muscolo/scheletrico bloccato sul luogo con eventualmente libero solo il distretto muscolare del volto.
  2. b) Marcia estatica: comportamento muscolo/scheletrico del sistema locomotore in movimento automatico senza controllo dell’ambiente esterno, cioè sempre senza ricevere o rispondere a stimoli che non fossero quelli della Visione; ad esempio le marce all’indietro scendendo dalla località Pini senza cadere né farsi male.
  3. c) Caduta estatica senza conseguenze patologiche, nel corso di marce in stato estatico; a volte marce molto rapide e a volte all’indietro.

Spesso le ragazze si fermavano improvvisamente [questo ci ricorda l’episodio dell’asina del profeta Baalam, N.d.A.] e cadevano a terra: la loro testa sbatteva violentemente sui sassi, ma poi le ragazze si alzavano da terra come se nulla fosse successo senza uscire dal loro stato estatico. Quando ritornavano nel loro stato di coscienza ordinario, non presentavano né contusioni né dolori o segni della caduta medesima (che invece presentarono alcune volte che avevano simulato o che avevano continuato uno stato estatico già cessato).

Le ragazze, interrogate sull’accaduto, affermavano che nel corso della visione, avevano avvertito una vibrazione molto leggera, come una corrente elettrica di bassa intensità dolorifica.

L’intensità del loro stato estatico era variabile: a volte era molto intenso (cioè con tutte le fenomenologie dell’iperattivazione ortosimpatica), altre volte poco intenso.

Nello stato estatico poco intenso (Puncernau non descrive il riscontro psicofisiologico dello stato poco intenso e neppure l’eventuale diversità della visione) è stato possibile osservare meno trasformazioni del volto ed alcuni tremolii localizzati nella metà superiore del corpo.

I riflessi pupillari (per fotostimolazione e conseguente accomodamento della pupilla) e i riflessi corneali (toccamenti della congiuntiva ed ammiccamento, solo diminuzione e/o sospensione) sono aboliti in parte o completamente, da quando inizia lo stato estatico fino a quando riprende lo stato ordinario di coscienza (ed anche dopo).

L’accesso all’estasi e l’uscita erano immediati, cioè lì e subito, proprio come richiede la Chiesa per i fenomeni soprannaturali chiamati “miracoli”.

La luce potente dei flash, che normalmente produce un movimento rapido di restringimento(miosi) pupillare o di chiusura delle palpebrale (riflesso foto motore od anche dell’orientamento esterno O.R. abolito), non produce nelle ragazze alcuna variazione.

Alcune posizioni, durante le cadute estatiche, ricordano le posizioni che sono già state descritte da Charcot nel reparto di neurologia all’ospedale Salpetriere di Parigi, durante le crisi delle ricoverate e che facevano parte della isteria classica, e che oggigiorno è abbastanza rara da vedere, ma non impossibile, specie in alcune culture [si veda la Guida all’inquadramento Culturale e Glossario delle Sindromi Culturalmente Caratterizzate del DSM IV TR, Masson 2006].

Non si può dire che le crisi isteriche siano rare: si riscontrano in ogni cultura, anche se prevalentemente in ambienti emarginati.

Alcune volte le ragazze si sono inarcate ad arco di cerchio, come compaiono in alcune fotografie; io però non le ho mai viste.

A livello muscolare, durante l’estasi, avviene una modificazione, chiamata flessibilità cerea, in cui i muscoli non hanno più movimenti bruschi o tensioni improvvise, ma rimangono in questa duttilità muscolare e, quando la spinta è all’estremo, diventa catalessi. [si noti la corrispondenza con lo schema degli stati modificati di Fischer, attivazione simpatica, N.d.A.].

Le ragazze non hanno mai presentato quelle sequele caratteristiche dell’isteria, come lo sgradevole condimento di pianti, sospiri, melodrammi, lamentele o quella beatitudine patetica; quest’ultima poi è un atteggiamento innaturale, forzato.

Il ritorno alla normalità è istantaneo, come del resto l’entrata nello stato estatico.

La caratteristica del Soprannaturale è ancora una volta provata “lì e subito”.

La faccia delle ragazze è sorridente, tutto trascorre come in un ordine prestabilito, di calma serena, di nuovo nessuna passività, la muscolatura volontaria del volto assume anch’essa una consistenza plastica, flessibilità cerea, ma con un aumento della elasticità muscolare.

È curioso osservare come le ragazze, durante le estasi, non guardano nello stesso punto [a Beauraing era stato dimostrato che i ragazzi guardavano tutti nello stesso punto e lo stesso fenomeno di non convergenza dello sguardo è stato osservato a Medjugorje, N.d.A.]: c’è da far notare che la loro Visione potrebbe senza dubbio essere di tipo interno o intellettuale (cioè sono i centri visivi primari che trasmettono l’Immagine all’esterno come se fosse inserita proprio nella visione esterna che di solito è senza l’ambiente circostante), e, anche se avessero chiuso gli occhi o gli fossero stati chiusi, le ragazze avrebbero continuato ad avere la stessa visione».

Puncernau non usa il termine “allucinazione”, poiché allora aveva più un significato patologico.

Interventi successivi (come quelli dello psichiatra Silvano Arieti o dello stesso DSM IV T R) confermeranno che le allucinazioni, specie se in ambito religioso, non sono da considerarsi come sintomo di una patologia mentale.

Comunque, il termine allucinazione verrà anche usato da Puncernau quando farà dei riscontri differenziali con quadri patologici che si differenziano dalle visioni interne o intellettive (questi termini sono stati proposti da vari mistici, come S. Teresa d’Avila).

Da notare che oggi si usa il termine di immagini mentali o immagini immaginative che si affianca ad allucinazioni non patologiche.

Indagini personologiche – La personalità delle veggenti

Nella sua relazione, Puncernau dichiara:

«L’esame neurologico e psicologico delle ragazze è normale.

Jacinta e Mari Cruz hanno riflessi lenti, Conchita e Maria Dolores hanno riflessi vivaci. Si potrebbe stabilire una successione, nelle ragazze di Garabandal, dalla maggiore alla minor vivacità: Conchita, Maria Dolores (Loli), Jacinta, Mari Cruz.

Queste due ultime hanno una minore vivacità mentale, tanto nelle prove di intelligenza pura, come nelle prove di personalità globale [N.d.A.:Queste prove si riferiscono a quando le ragazze avevano undici e dodici anni].

La mancanza di stimoli e di cultura in un paesino appartato ed isolato come Garabandal ha certamente influito sulle ragazze: paragonate a coetanee di città, mostrano un’età mentale inferiore.

Tralasciando la scarsa cultura, tutte però (maggiormente Conchita e Maria Dolores) hanno un’intelligenza ben sviluppata, di tipo intuitivo, con capacità di concentrazione, giudizio e memoria molto buone.

Hanno un’affettività nobile e ben diretta. La loro suggestionabilità è stata molto esplorata senza che si siano notate differenze significative dalle loro coetanee.

L’attenzione è chiara, principalmente in Conchita; un’immaginazione ricca ed espansiva, con una grande ideazione e fantasia sviluppate e con tendenza alla fantasticheria.

Questa sviluppata ideazione e fantasia è stata riscontrata anche in altre veggenti ufficializzate dalla Chiesa Cattolica [Così ad esempio: Santa Bernadette, Suor Lucia di Fatima, ecc., N.d.A.].

Le ragazze sono molto integrate nella vita ordinaria. Sono allegre, spensierate, come le ragazze della loro età.

Non abbiamo mai notato stati di beatitudine forzata o patetica, come si osserva abitualmente nelle personalità isteriche già descritte; e questo non è mai successo né prima, né dopo lo stato estatico, né nella vita ordinaria.

Non hanno neppure mai mostrato voglia di esibirsi, o di richiamare l’attenzione. Durante le estasi, dove l’attenzione del pubblico era molto attiva, hanno sempre atteso un certo rilassamento, prima di abbandonare il luogo.

A volte abbiamo incontrato una sola ragazza in estasi, sola sul monte, senza pubblico.

È altresì molto chiaro osservare che le ragazze (anche se la teologia dice di non desiderare l’Apparizione) desideravano avere l’Apparizione della Madonna e lo dicevano anche alle persone. La Visione, poi, non seguiva mai la loro volontà o i loro desideri, non avveniva quando loro la desideravano, non riuscivano a volontarizzarla.

Quasi tutte le ragazze, all’epoca delle Apparizioni, sono rimaste senza apparizioni per giorni e per settimane (anche se la desideravano ardentemente), perché alcune volte avevano commesso delle mancanze o delle omissioni; come se la Visione desse loro lezioni di vita religiosa.

C’è da notare che le ragazze non difendevano mai le loro asserzioni: si limitavano a dire e a ripetere ciò che la Vergine aveva detto loro. Spesso erano contraddette anche su argomenti dove è relativamente facile trovare una spiegazione plausibile, ma loro si limitavano a dire quello che avevano sentito dire dalla Visione, anche se non sapevano esattamente quello che volesse dire il messaggio.

Molti messaggi dati dalla Vergine ai veggenti ufficializzati dalla Chiesa contenevano verità e dogmi che trascendevano il livello culturale del veggente, il quale però lo comunicava con genuinità, come una lezione imparata a memoria e non dimenticata».

III ipotesi: Allucinazione (immagine mentale immaginativa, Richardson)

Ai tempi di Puncernau non esisteva ancora il DSM III R e il DSM IV T R, dove si legge: «Le allucinazioni che si verificano nel corso di esperienze religiose intensamente coinvolgenti non hanno generalmente significato patologico». In quanto alle possibili distorsioni della percezione, possiamo scartare le ipotesi di memoria eidetica (memoria fotografica, anche nei minimi particolari.), cioè falsa interpretazione di un oggetto o soggetto, allucinazioni tossiche dovute a sostanze ingerite dal soggetto, o di catatimia, cioè disturbi affettivi della personalità, e pseudorappresentazioni.

L’allucinazione semplice (visiva, uditiva, cenestesica, olfattiva e tattile) è evidente in alterazioni organiche o funzionali di determinate zone cerebrali che presiedono a determinati riconoscimenti sensoriali.

Attualmente certe allucinazioni sono interpretate come delle microepilessie che sfuggono a riscontri elettroencefalografici e ad altri esami approfonditi, ma non sfuggono alla mappatura delle onde cerebrali e ad altri fini riscontri. Un’allucinazione complessa come una figura che parla, si muove, mostra paesaggi è rara, e generalmente si accompagna a sbalzi neuropsichici importanti che si manifestano con variazioni improvvise di umore, di coinvolgimento emotivo».

Ai tempi di Puncernau non erano ancora stati pubblicati gli studi di Kleitmann e Dement sul sogno REM e nemmeno gli studi psicofisiologici sugli stati modificati di coscienza di Tart, Fischer: la tabella sugli stati modificati di coscienza di Gagliardi.

Oggi, mediante sofisticati esami (la RNM e la fMRI – functional Magnetic Resonance Imaging – in questi esami, poi, basta un minimo movimento del corpo perché il test possa essere invalidato), è possibile seguire lo sviluppo dinamico di un’allucinazione che, del resto, è un evento fisiologico del neuroencefalo verificantesi quando viene meno la coscienza vigile (o vigilanza) e si attivano delle aree dell’emisfero emozionale come nel presonno, nei sogni e prima del risveglio. Tuttavia questo tipo di diagnostica non è certo applicabile ad estatici nel loro ambiente naturale).

Puncernau dichiara:

«Noi ci siamo occupati dell’esame neuropsichiatrico delle ragazze, il quale è risultato normale: in qualche caso si sono evidenziate gravi carenze temporanee della percezione, ma in cambio lo stato psichico delle ragazze non presenta tratti o nuclei psicotici».

Puncernau è il fondatore dell’Associazione Spagnola di Investigazione parapsicologica e vicepresidente della società spagnola di Sofrologia e Medicina Psicosomatica. La prima società potrebbe essere un equivalente dell’attuale CICAP – Comitato Italiano Controllo Affermazioni Paranormali.

Puncernau era più un ricercatore in questo campo: umile, credente ma non credulone, e soprattutto riconosceva una seria interdipendenza tra scienza e religione. Non negava l’esistenza di Dio: un Dio non come vorrebbero molti ricercatori attuali, ma identificato con qualcosa che è dentro di noi e che dobbiamo riscoprire: un “Dio Creatore”, e uomini, sue creature, continuamente aiutate da Lui anche con fatti inusuali come le Apparizioni.

E le Apparizioni di Garabandal richiedevano un’osservazione e metodologia rigorosa, poiché molte leggi fisiche lì erano sono state pesantemente destabilizzate: levitazione, appesantimenti improvvisi… sincronismi a distanza.

L’allucinazione complessa delle psicosi, abitualmente, è accompagnata da segni di deterioramento mentale, sia per i contenuti che per la forma (Arieti, La Schizofrenia).

In un caso particolare si possono avere allucinazioni complesse: nello stato ipnotico. Esamineremo questo stato più avanti, però possiamo anticipare che sono stati fatti esperimenti di ipnosi a tre o quattro ragazze alla volta, suggerendo loro che stavano per avere una visione piacevole o sgradevole, riscontrando che l’espressione emozionale del loro volto non mostrava differenze.

Si tratta di suoi esperimenti non pubblicati; tuttavia i medesimi esperimenti sono stati ripetuti dal sottoscritto (quando era operante il Centro Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza di Milano) con l’intento di scatenare degli stati estatici, e l’esito è stato negativo.

Dall’ipnosi si può ottenere uno stato estatico di terzo tipo cioè comune ad altri stati modificati di coscienza, e cioè una trance estatica, che può coincidere con quella più volte accertata che il soggetto dice di avere.

In questo modo, molte volte il soggetto in ipnosi ha detto che la Madonna visualizzata gli aveva dato dei messaggi per il sottoscritto; non si trattava cioè della Madonna, ma di una madonna partorita dalla mente del visionario, la sua madonna.

Alcuni considerano l’ipnosi come una metodica valida per provocare stati modificati di coscienza e per aumentare facoltà particolari, come ad esempio dimostrano gli studi, peraltro limitati, di Vladimir Raikov e di Milan Ryzl.

Si ricordi che dallo scenario di Garabandal fu allontanato un ipnotista e che, a Medjugorje, alcuni religiosi psicologi e carismatici hanno usato tecniche di deprivazione sensoriale, di visualizzazione e di rilassamento e tentativi di ipnosi oltre che al cosiddetto “riposo dello spirito”introdotto da carismatici eterodossi.

Il vero stato estatico ha delle fenomenologie totalmente differenti dallo stato ipnotico, sebbene tutti e due abbiano dei parametri in comune.

Nell’estasi un soggetto è trascinato veementemente fuori e al di sopra della coscienza; in ipnosi il soggetto è spinto profondamente giù, nel rilassamento, all’interno di se stesso. Inoltre, l’estasi apparizionale comporta anche un’allucinazione positiva (immagine immaginativa, Richardson) che si proietta nell’ambiente esterno (soggettivizzazione obbiettivizzata). In tutti e due questi stati viene cancellato il livello di coscienza normale, anche se una frazione di essa non viene mai abolita.

Nel primo caso (estasi) viene cancellato il livello cosciente di vigilanza e di orientamento (ARAS); nel secondo (ipnosi) viene stimolata la produzione del subcosciente fino a dissociare il soggetto anche in subpersonalità emergenti ed osservatori nascosti (Hilgard) legati ai SMC.

IV ipotesi: Isteria profonda con obnubilazione isterica di tipo autoipnotico

(Nell’appendice C del manuale DSM III R compariva la voce “Isteria”, omnicomprensiva di altre condotte o disturbi, quali la personalità multipla, stato dissociativo ecc., 300.1)

Alcune delle ipotesi che si sono avanzate sono le seguenti:

– Stato dovuto ad un momento emozionale intenso per vissuto di colpa: in questo caso si tratterebbe sia del furto delle mele che delle credenze sugli Angeli e i demoni (entità conosciute dalle ragazze). Questi fattori potrebbero aver scatenato dei contatti altamente potenziali in un circolo chiuso di tipo suggestivo molto profondo ed anche autoipnotico, dando così inizio ad una fiaba isterico-suggestiva: così, invece di un’allucinazione proiettata nell’ambiente esterno, si tratterebbe di una pseudo-allucinazione, ed anche in questo caso si possono produrre effetti somatici straordinari e l’obnubilazione della coscienza potrebbe durare delle ore.

– Data poi la difficoltà di ritrovare un aumento così grande di attivazione emozionale in quattro ragazze alla volta, si suppone che questa induzione di compartecipazione emozionale potrebbe essere stata orchestrata da un leader interno al gruppo (come Conchita), che avrebbe plagiato più o meno inconsciamente anche le altre tre ragazze.

A parte gli argomenti già esposti, c’è tutta una serie di fenomeni extrasensoriali, quali la telepatia spontanea (a volte a grandi distanze e a volte tra persone che non si conoscono e che ignorano i fatti), fenomeni di chiaroveggenza comune e di conoscenza contemporanea, che hanno tutti i requisiti di assoluta autenticità.

Persone che non credevano e che dubitavano delle fenomenologie chiamate parapsicologiche, hanno avuto riscontri chiari e precisi di fatti e circostanze sia fisici che psichici, e tutto ciò ha anche determinato in loro cambiamenti profondi di vita ed acquisizione di nuovi modi di agire e di pensare. Tutti questi fatti superano di gran lunga il fenomeno dell’isteria e anche dell’ipnosi! E in tutto questo si deve tener conto della naturale deformazione catatimica (termine psicoanalitico per indicare l’affiorare di pulsioni o spinte inconsce che possono modificare le attività coscienti del soggetto) che va tenuta presente soprattutto in questi casi.

Si deve anche ricordare l’impatto della ripetitività e della non previsione dell’Apparizione qui a Garabandal: quando alcune ragazze uscivano dallo stato estatico, altre vi entravano ed avevano una nuova Apparizione.

V ipotesi: Ipnosi eteroindotta (indotta da un ipnotizzatore)

L’induzione ipnotica praticata da un’altra persona esige sempre la presenza del medesimo ipnotizzatore sul posto (che lì certamente non c’è stato) o di qualunque altro mezzo (voce, immagine) che trasmetta, per così dire, la presenza immaginata dell’ipnotizzatore non presente in quel momento, ma presente le prime volte.

Si può anche supporre che l’eventuale ipnotizzatore abbia indicato alle ragazze delle parole stimolo o luoghi stimolo per cui, al solo sentire quelle parole o vedere quei luoghi (come il quadro, il Rosario, eccetera), le ragazze avrebbero ricevuto un comando o una suggestione postipnotica. Però la suggestione postipnotica non poteva produrre delle fenomenologie così imponenti e vistose, poiché è già stato affermato precedentemente (e lo si afferma tuttora, nonostante qualche medico si sia ostinato a metterle nel medesimo calderone) che estasi e ipnosi sono due stati di coscienza modificati differenti; inoltre una suggestione postipnotica diretta a quattro ragazze deve essere continuamente rinforzata, se è vero che in gruppo si possono reciprocamente influenzare.

Ma, quando l’Apparizione avveniva in luoghi differenti, non si spiega più una suggestione postipnotica che, ad esempio, coincida come orario, né tantomeno si spiegano i tre avvertimenti interni preliminari delle estasi.

VI ipotesi: Psicosi (disturbo in cui il soggetto ha la perdita più o meno totale delle capacità di comprendere il significato della realtà in cui vive e di mantenere tra sé e la realtà un rapporto ottimale. Nel DSM IV T R tale disturbo e riportato nei paragrafi 295 e successivi).

Dopo quanto esposto, questa ipotesi può essere scartata; e ciò concorda anche con altre situazioni di mistica in cui si può dimostrare che sia i mistici che le loro manifestazioni non sono dipendenti da psicosi, anche se in loro è dimostrabile qualche tratto nevrotico, del resto dimostrabile in tutte le persone (normonevrosi).

Lezioni di parapsicologia

VII ipotesi: Fatti di tipo parapsicologico

Il DSM IV T R non menziona questo termine, però la parapsicologia non esula dalle competenze psichiatriche come scienza umana in quanto citata nel capitolo “Sindromi Culturalmente caratterizzate”, a pag. 958. La parapsicologia e il suo ruolo vanno quindi considerati, anche se oggi sono stati proposti termini nuovi, più omnicomprensivi.

Nel DSM IV alla voce “Delirio” si legge: «Non si tratta di una credenza abitualmente accettata dal medesimo gruppo o sottogruppo culturale a cui appartiene il soggetto».

Comunque, la spiegazione parapsicologica potrebbe riguardare solo alcuni fenomeni successi a Garabandal; anche perché molti fenomeni parapsicologici laici hanno un loro riscontro come fenomeno religioso, e così il miracolo della forma o dell’ostia, parapsicologicamente, si può chiamare “materializzazione”.

Il consegnare a ciascuno i propri oggetti devozionali raccolti alla rinfusa si può chiamare “telepatia”, la bilocazione sarà l’uscita dal corpo o O.B.E, mentre non è mai successo qui a Garabandal che le ragazze parlassero come se fossero state incorporate dalla Madonna, non hanno mai fatto le medium o sperimentato trance da incorporazione. Ciò succede invece in parapsicologia ed anche quando qualcuno è posseduto da uno spirito maligno: quest’ultimo parla e si muove con il corpo del soggetto. Questa è anche la ragione per cui esiste una certa corrente di pensiero secondo la quale un medium che parla per un altro o è un imbroglione o un illuso o un posseduto dal maligno. Perché gli Angeli e la Madonna non “entrano mai” nel corpo e nella mente degli umani soggiogandoli; il diavolo spesso lo fa.

Quindi, allo stato delle conoscenze attuali, questi fenomeni non sono spiegabili e devono essere accettati per la loro qualità e quantità.

Si tratterebbe (per Garabandal) di un caso unico nella storia della scienza e di un caso già noto nella storia della religione Cattolica.

Dobbiamo tenere conto, in queste veggenti, di un’eventuale deformazione catatimica, a causa della quale alcuni comportamenti provengono dal preconscio (subconscio), cioè dai loro ricordi recenti o passati. Le emozioni che il soggetto ha provato e successivamente rimosso, dimenticato, formano un substrato che si chiama “memoria di lavoro” (del momento), memoria a breve, medio o lungo termine. Spesso questi stessi circuiti vengono riattivati da esperienze che magari non sono più le stesse, ma che ricordano emozionalmente quello che allora successe, il contenuto rimosso di cui è restata una traccia indelebile. Essa verrà però continuamente modificata dalle nuove circostanze che la fanno rivivere.

Esami scientifici e metodologici dei veri e seri studiosi delle Apparizioni di San Sebastian de Garabandal.

Il Prof. Puncernau, nel suo libricino sulla fenomenologia parapsicologica di Garabandal (stampato in proprio), spiega che sottopose più volte le ragazze a diversi test psichiatrici, neurologici e parapsicologici, e che lo fece nei momenti più disparati rispetto alla fenomenologia apparizionale (metodiche non invasive e nel rispetto della persona); ad esempio:

–         certe volte eseguiva i test “a riposo”, ovvero molto prima del fenomeno;

–         altre volte subito prima;

–         altre volte durante;

–         altre volte dopo;

–         altre volte ancora quando le Apparizioni non c’erano.

Quindi valutava la psicofisiologia che accompagnava le ragazze in ogni momento della giornata.

Così descrive una visita a Conchita: «La madre di Conchita, Aniceta, chiama la figlia dicendole che il dottore sta arrivando per esaminarla: Conchita allora prepara con tutta calma due sedie, una di fronte all’altra, lasciando la porta aperta».

Ogni tanto la madre guardava dentro per vedere e sentire quello che dicevamo; Conchita si toglie le calzature e viene così esaminato il riflesso rotuleo, achilleo, plantare, la sensorialità esterna e profonda, il sistema motore, il sistema cerebellare, i nervi craniali.

Dopo l’esame neurologico, le viene somministrato il testo di Koch per determinare lo sviluppo affettivo, o disegno dei due alberi, ed il test di Rorschach, altro test proiettivo e dello sviluppo affettivo.

Il test di Rorschach fu interpretato ad una velocità sorprendente e con un numero molto alto di risposte (settanta), completamente logiche e con movimento specie umano.

Conchita dimostra un’immaginazione molto viva con tendenza alla fabulazione. Le viene somministrato anche il test di Weschler Bellevue, per la valutazione dello sviluppo mentale. Quest’ultimo test dette un grado di intelligenza superiore»: (Bibliografia, punto 28, pag. 27).

Un altro fatto che esula dalla parapsicologia è il seguente (riferimento Bibliografia, punto 28, pag.7): Puncernau, un giorno, entrò nell’unica taverna dove si trovava anche una ragazza uruguaiana che lavorava alle Folies Bergeres di Parigi: la ragazza disse a Puncernau che non credeva alle Apparizioni, perché non credeva alla religione Cattolica.

Era arrivata a Garabandal per pura curiosità ed uscirono dalla taverna assieme per vedere cosa succedeva alle ragazze durante il loro stato estatico; così si misero in un angolo nascosto della piazza. Da lì non potevano essere visti, ma potevano vedere tutta la piazza: videro Conchita con un piccolo Crocefisso in mano che all’improvviso si staccava dal gruppo delle quattro ragazze che andavano verso la chiesa, dirigendosi verso di loro.

Puncernau era molto meravigliato di come avesse potuto vederli e pensava che, essendo medico e neuropsichiatra conosciuto da Conchita, sarebbe stato un prediletto della ragazza che voleva, in quel modo, tirarlo subito dalla sua parte: ma non fu così; Puncernau venne completamente ignorato da Conchita, che invece si diresse verso la sua compagna uruguaiana e le posò il Crocefisso con forza sulle labbra una, due, tre volte.

La Vergine accettava di aver a che fare con le ballerine delle Folies Bergeres (come suo Figlio non disdegnò di parlare con le meretrici, pur di portarle ad avvicinarsi a Dio).

Conchita si riunì al gruppo delle ragazze per la recita del Rosario. La ballerina uruguaiana si mise allora a piangere e a singhiozzare molto forte, tanto che fu ricondotta in taverna dove raccontò a molte persone presenti la sua vera storia. Lei, diceva, aveva pensato che, arrivando a Garabandal, se era vero che la Vergine appariva, una delle ragazze le avrebbe dato una prova. E, non appena ebbe finito di pensare questo, subito vide la ragazza staccarsi dal gruppo ed arrivare a farle baciare il Crocefisso.

Lei non voleva baciarlo, ma la ragazza aveva una forza straordinaria, per cui dovette baciare il Crocefisso più volte. Puncernau incontrò più tardi la ballerina sul treno di Bilbao, che le disse di aver abbandonato le Folies Bergeres e che stava rientrando in famiglia.

Questa era la prima esperienza ESP (percezione extra sensoriale, o anche esempio di entangled minds o menti interconnesse) di telepatia e telegnosia istantanea che Puncernau incontrava a Garabandal.

Puncernau racconta un altro episodio: durante un’estasi, le ragazze aprirono le braccia a forma di croce, tanto che la gente diceva che stavano giocando all’aeroplano; le ragazze percorsero tutta la strada a braccia aperte. Era molto curioso il fatto che dessero l’impressione di muoversi al rallentatore, mentre invece, come in una “pseudolevitazione”, correvano ad una velocità incredibile, tanto che i giovani del posto non riuscivano a tener loro il passo. Questa marcia ricordava a Puncernau una marcia eseguita dai monaci tibetani in uno stato particolare chiamato “long som po“. (Marcia speciale eseguita dai tibetani in stato di autoinduzione ipnotica, che permette loro di percorrere grandi distanze a forte velocità e senza stancarsi: corrono in modo tale che sembrano volare, con movimenti ritmici composti. In definitiva, un fenomeno parapsicologico autoindotto di ipnosi).

Si tratta quindi di un altro fenomeno paranormale sconosciuto alle ragazze che non conoscevano le tecniche orientali long som po.

Continua la presunta fenomenologia paranormale spontanea

Le ragazze spiegarono a Puncernau che le tre chiamate che precedevano le estasi erano così differenziate:

–         la prima era una chiamata interna accompagnata da una sensazione di gioia;

–         la seconda era una chiamata interna, ma accelerata, con molta allegria e molto più invitante;

–         la terza era fulminea e precedeva di pochissimo l’accesso allo stato modificato di coscienza e coincideva con l’entrata in estasi immediata.

Si tenga presente che, in molte Epifanie Mariane più o meno dipendenti dal Soprannaturale, le chiamate preparatorie allo stato estatico sono molto frequenti; non ultima l’Epifania di Medjugorje. Nel 1993 Vicka Ivankovic ha affermato che la sua Visione le dà la chiamata circa quaranta minuti prima dell’evento, mentre gli altri ragazzi avevano affermato che le chiamate sono come tre lampi che si susseguono ed avvisano dell’arrivo della Visione.

Quest’innesco agli stati estatici di Garabandal è molto chiaro dalle fotografie che riprendono le ragazze che corrono verso il luogo dopo la seconda chiamata.

Dalle espressioni del loro volto si nota già lo stato pre-estatico che immette poi nell’estasi e/o nell’apparizione dell’immagine. Queste chiamate sono un modo morbido, o soft, del presunto soprannaturale per allertare la persona e quindi predispongono lo stato estatico, al fine di non incutere timore e garantire altresì al corpo/mente la giusta performance per sopportare l’evento.

In tutte queste modalità vengono seguite le leggi naturali degli stati di coscienza ed i vari passaggi, e non ci sono salti o modalità che l’organismo umano non tollererebbe (gli stati di coscienza di Tart):

–         dallo stato di coscienza ordinario – SoC – si passa allo

–         stato discreto di coscienza in via di modificazione – SoC, DSaC – e da questo

–         allo stato modificato di coscienza ormai stabilizzato – SaC -.

Durante questi passaggi, l’attivazione emozionale che prepara i nuovi programmi comportamentali e le future rappresentazioni mentali cresce gradualmente in modo da permettere al soggetto di adeguarsi a tutto quello che sta accadendo (stato estatico o modificato di coscienza), ed i suoi sistemi biologici si adattano progressivamente.

Il Soprannaturale, a differenza del parapsicologico o del preternaturale (cioè il diabolico), non provoca mai terrore, anche se inizialmente può destare desiderio di fuga e conseguente paura, che sono le risposte elementari del mondo animale al quale appartiene anche l’uomo. Anche Maria, visto l’Angelo dell’Annunciazione, si turbò profondamente nel suo cuore. Ma Questi le disse: «Non temere…»

Quando si manifesta un evento parapsicologico c’è sempre dell’imprevisto, il soggetto non ha mai modo di adattare progressivamente i suoi sistemi biologici all’evento; perciò, il Soprannaturale e il parapsicologico possono presentare manifestazioni simili, ma con notevoli differenze espressive e cognitive.

Il Soprannaturale non è banale, né manifesta banalità come il paranormale, dove invece la banalità è spesso la regola, anche se inusuale e prodigiosa.

L’esperienza diabolica ha più punti di contatto con le manifestazioni paranormali; inoltre, è sempre altamente terrorizzante, dà la sensazione di essere impotenti di fronte all’evento, il quale viene subito, come nell’evento paranormale.

Si è già detto che l’infestazione diabolica avviene nel soggetto; così, pure nelle esperienze medianiche, l’esperienza è nel soggetto; ciò non succede mai nell’evento Soprannaturale, il quale non possiede il soggetto e al quale lascia la libertà di aderire o meno.

La dinamica delle Apparizioni di Garabandal ricalca la dinamica di altre Apparizioni Mariane Ufficializzate:

–         avviso di quello che sta per succedere in stato di coscienza ordinario, sottoforma di fenomenologie naturali, anche se molto efficienti, quali dei lampi o dei tuoni; la loro incisività è quella di focalizzare l’attenzione, isolare dall’ambiente, attivare il sistema biologico ortosimpatico;

–         una prima percezione indistinta, ma che attrae l’attenzione e concentra il soggetto sulla Visione che poi si presenterà.

Puncernau continua spiegando che, se alla prima chiamata qualcuno voleva distrarle per non far avvertire le altre chiamate, le ragazze interrompevano subito ogni conversazione, mostrandosi totalmente indifferenti verso quello che prima era l’argomento del loro parlare.

Se poi avevano già avuto due chiamate, alla terza la gente si accorgeva che queste cadevano a terra fulmineamente senza procurarsi fratture o contusioni alle ginocchia.

Questo modo di entrare in estasi repentinamente ed incuranti dello stato del corpo non è quello dell’entrata nello stato ipnotico, e tanto meno quello di una persona che ha ricevuto un segnale di comando postipnotico: in questo caso il soggetto manifesterebbe progressivamente tutti i cambiamenti propri di chi viene gradualmente posto in stato ipnotico o manovrato passivamente.

Questa è la conferenza di Puncernau riabilitata ed aggiornata rispetto alle terminologie e studi attuali, ed agli inquadramenti dei disturbi non presenti, ma ipotizzabili.

3.7.8. Studio degli esami medici effettuati sui veggenti di Medjugorje (Bosnia ed Erzegovina)

In questi ultimi anni sono stati pubblicati numerosi libri sui riscontri clinici circa le apparizioni di Medjugorje, villaggio della ex-Jugoslavia (Bosnia ed Erzegovina), divenuto da 38 anni un luogo di pellegrinaggio che attira un considerevole numero di pellegrini.
Il primo studio francese ed italiano inizia con la perizia medica pubblicata nel libro del

Professor H. Joyeux e di Padre R. Laurentin: Etudes médicales et scientifiques sur les apparitions de Medjugorje, Edizioni O.E.I.L., 1985 (traduzione italiana Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, Queriniana, 1986).

Nel 1986 fu pubblicato un secondo dossier scientifico su Medjugorje, Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, scritto da L. Frigerio, L. Bianchi e G. Mattalia e stampato da Grafica Marelli (CO) nel 1986 e distribuito da Agenzia MESCAT (MI).

Ulteriori dati di fonte italiana su questo ultimo scritto sono stati aggiunti grazie alla collaborazione del Professor Cherubino Trabucchi (29.01.1911 – 20.10.1986), psichiatra per molti anni direttore generale dell’Ospedale Psichiatrico di Verona, proprio pochi mesi prima della morte. Il Prof. Trabucchi, che nel 1985 aveva proposto l’esame del caso Medjugorje al Prof. Théophile Kammerer, psichiatra di Strasburgo e Presidente del Comitato Medico Internazionale di Lourdes[1], fu invitato nel maggio del 1986 dallo stesso Prof. Kammerer a redigere in italiano una “Presentazione” del Dossier scientifico su Medjugorje scritto da L. Frigerio, L. Bianchi e G. Mattalia. Il testo del Prof. Trabucchi fu spedito a Lourdes dove, dopo essere stato tradotto in francese, venne letto al Comité il 20 settembre 1986, assieme ad un lavoro simile del Prof. Kammerer, che aveva esaminato invece il dossier scientifico del Prof. J. Joyeux e di Réné Laurentin: Etudes médicales et scientifiques sur les apparitions de Medjugorje, Edizioni O.E.I.L.

Infine, si desidera citare le conclusioni dei tre opuscoli della serie “La scienza e Medjugorje” editi nel 2010/2011 dal Dott. Francesco D’Alpa, medico neurofisiopatologo, che dirige l’Osservatorio UAAR sui fenomeni religiosi e redattore della rivista L’Ateo. Il D’Alpa ha descritto in questi volumi molto puntigliosamente e scientificamente i dettagli dei vari interventi, con contributi personali volti alla valutazione emozionale dei singoli ricercatori, valutazioni non propriamente scientifiche:

–       Nella sua sinossi su La scienza e Medjugorje. Vol. 1: Il caso Joyeux (Ediz. Laiko.it, 2010) Francesco D’Alpa, neurofisiopatologo, conclude:

«Le indagini cliniche e strumentali eseguite nel 1984 sui ‘veggenti’ di Medjugorje da un gruppo di medici francesi di Montpellier guidati dall’oncologo Henry Joyeux hanno avuto grande risonanza nel mondo cattolico e sui media, ma nessun seguito nella comunità scientifica, alla quale peraltro non sembravano destinate.

L’analisi critica dei pochi dati ottenuti, che non hanno dimostrato alcunché di patologico nei veggenti né evidenziato correlati strumentali specifici dell’estasi, evidenzia la insoddisfacente programmazione della ricerca e la cattiva qualità dei test eseguiti, dai quali non è possibile trarre conclusioni scientifiche serie.

Ma ciò non ha impedito lo svilupparsi del mito della ‘inesplicabilità scientifica’ delle apparizioni».

–       Nella sua sinossi su La scienza e Medjugorje. Vol. 2: ll dossier Frigerio (Ediz. Laiko.it, 2010) Francesco D’Alpa, neurofisiopatologo, dice:

«Dopo le prime indagini eseguite dal gruppo francese guidato da Henry Joyeux, nel 1985 è un gruppo di medici italiani a cimentarsi con i veggenti di Medjugorje, alla ricerca di una validazione e di una spiegazione scientifica delle loro estasi.

Ma anche questa volta i risultati non sono esaltanti. I dati ottenuti, raccolti in un apposito dossier, non accrescono significativamente (per la loro modestia, e per i dubbi sulla correttezza delle rilevazioni) la conoscenza scientifica del ‘fenomeno Medjugorje’, né fugano i dubbi sulla autenticità delle estasi e sulla sincerità dei veggenti».

–       Nella sua sinossi su La scienza e Medjugorje. Vol. 3: Il dossier Gagliardi (Ediz. Laiko.it, 2011) Francesco D’Alpa, neurofisiopatologo, dice:

«Il dossier sulle indagini condotte nel 1998 è attualmente il documento più importante sugli studi medici condotti da vari gruppi sui veggenti di Medjugorje.

Ma a dispetto della visibilità ottenuta sui media e della insistente propaganda, nessun sostanziale progresso sembra sia stato compiuto: la buona fede dei veggenti non risulta dimostrata; l’ipotesi ergotrofica dell’estasi non viene convalidata».

Con questi tre saggi il neurofisiopatologo D’Alpa affronta in qualità di clinico i risultati ottenuti nelle tre ricerche. Ognuno può affrontare scientificamente ed obbiettivamente i risultati pubblicati (e ciò è stato fatto molto dettagliatamente), tuttavia, le conclusioni non possono andare oltre la valutazione dei risultati medesimi, ottenuti non in condizioni di laboratorio, ma “in loco”, e vanno esposte senza pregiudizi derivanti da credenze personali od opinioni circa valutazione non scientifiche, ma personali e quindi (come scrive l’autore) ascientifiche.

C’è da ribadire che medici e scienziati si sono trovati spesso al centro di critiche e contestazioni da parte di colleghi scientisti[2], oltre che essere tacciati di creduloneria se non addirittura di “frode scientifica”, in modo peraltro gratuito e personale.

Nel suo saggio Medjugorje – La frode e l’estasi (Laiko.it, 2017), la cui anteprima di 70 pagine può essere gratuitamente scaricata dal presente link, Francesco D’Alpa, neurofisiopatologo, afferma in apertura:

«Ma esiste una fenomenologia psicofisiologica specifica dell’estasi? ed in caso affermativo, il riscontro (anche parziale) degli elementi caratteristici di questa psicofisiologia è in grado di attestare la veridicità di una presunta estasi (e in subordine della apparizione correlata)? A queste due domande i componenti delle ‘Commissioni mediche’ che hanno analizzato i veggenti di Medjugorje (non ufficiali, rispetto alla Chiesa romana) hanno risposto inequivocabilmente: si!» (il grassetto è nostro)

Da questa errata premessa secondo la quale la ricerca in oggetto abbia non solo già inquadrato tutti i connotati psicofisiologici dello stato di coscienza denominato “estasi”, ma che, nel caso Medjugorje, abbia addirittura sdoganato la veridicità «della apparizione correlata», si evince la fallacia e ascientificità del pregiudizio scientista che fa oltretutto della Chiesa Cattolica e del Soprannaturale un tutt’uno. Tale dichiarazione risulta tanto più offensiva in quanto, al fine di comprovare la “frode scientifica” che caratterizzerebbe tali studi, è preceduta dall’affermazione:

«Non si è trattato, va subito detto, di osservazioni ‘neutrali’, essendo di fatto intese a verificare una credenza (nell’apparizione) o un paradigma (psico-fisiologico); ed in tal senso le conclusioni a cui sono giunti i vari esaminatori (da cui proviene il messaggio consegnato ai media) appaiono decisamente forzate, come cercherò di dimostrare, da un preconcetto di tipo teologico: poiché le apparizioni ‘esistono’, e l’estasi ne è una condizione, se l’estasi è comprovata scientificamente l’apparizione è credibile (e con essa il messaggio dato al veggente)».

Secondo tale assunto il D’Alpa informa che gli studi volti all’analisi degli aspetti psicofisiologici che accompagnano i vari stati modificati di coscienza esaminati anche dal sottoscritto in relazione al caso Medjugorje abbiano comprovato scientificamente le apparizioni e con esse i messaggi che la Madonna avrebbe dato ai veggenti. Dichiarare che pertanto «…l’estasi apparizionaria ha ricevuto una patente di autenticità dal mondo della scienza; dunque sono vere le apparizioni, sono autentici i ‘messaggi’ della Madonna, esiste il soprannaturale.»  (F. D’Alpa, Medjugorje – La frode e l’estasi, Laiko.it, 2017) è quanto di più imbarazzante uno scienziato possa concludere nell’esaminare il lavoro di un proprio collega, il sottoscritto, Coordinatore Scientifico del Gruppo di Studio Italiano “Medjugorje 3” del 1998 di cui al seguente sunto: http://apparizionienon.blogspot.com/2016/02/sunto-dei-risultati-cui-e-pervenuto-il.html.

Nonostante ciò, è importante sottolineare che i soggetti citati nei vari dossier del D’Alpa (note 3, 4 e 5) si sono limitati a impostare ipotesi o valutare stati di coscienza modificati in relazione ai quali conoscevano le precedenti ed iniziali ipotesi e teorie: hanno valutato le variabili umane durante tali eventi in condizioni non ottimali (registrazioni perlopiù in loco) per poi valutare se le loro precedenti conoscenze teorico-storiche erano valide o avrebbero dovuto essere riviste e ridimensionate secondo le successive indagini anche di altri studiosi di altre località apparizionali. Questi sono fattori basilari di un qualsiasi progetto di ricerca scientifica.

Come già ampiamente sottolineato, manca un database scientifico comune e conosciuto dagli addetti ai lavori da cui partire o con cui confrontarsi per avere un supporto già provato nelle medesime circostanze che elimini ipotesi poco sostenibili o duplicate, con perdita di preziosi elementi atti ad eliminare quanto non sia ascrivibile alla scientificità della ricerca.

Lo studio iniziato sugli eventi di Medjugorje (note 2, 16,17,18 ed altre) e poi allargato ad altri eventi all’epoca contemporanei o successivi hanno ridimensionato le ipotesi iniziali del Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza di Milano. L’ipotesi più suggestiva che era stata formulata era quella secondo cui, tramite registrazione strumentale degli eventi sui soggetti, con l’ipnosi si potessero suscitare quegli eventi così come avvenivano a Medjugorje e negli altri siti visitati, essendo l’ipnosi campo di ricerca unitamente alle fenomenologie paranormali.

Si è dovuto constatare da registrazioni effettuate sui due stati di coscienza che l’ipnosi non poteva suscitare gli eventi apparizionali con le medesime modalità dell’apparizione/visione, anche se alcuni elementi sintomatici erano pressoché identici, poiché gli stati di coscienza modificati hanno alcuni parametri comuni ed altri differenziati.

Si è quindi considerato, dopo uno studio approfondito della mappa di Ronald Fischer[3] sugli stati di coscienza (nota 14), che quella mappa regge tutt’ora alle varie critiche cui è stata sottoposta. La sua caratteristica fondamentale è che collega gli stati di coscienza normali e modificati e/o alterati a livelli di attivazione/disattivazione del sistema neurovegetativo parasimpatico ed ortosimpatico.

Si è attivata l’ipotesi sperimentale iniziale di una tabella differenziale tra diversi stati di coscienza modificati o alterati, quali:

–         trance estatica,

–         trance ipnotica,

–         trance medianica e

–         trance da possessione

con più di 40 parametri valutabili (pag. 251, nota 6) e suddivisa in:

  1. processi psicofisiologici
  2. caratteristiche differenziali tra stati modificati di coscienza: percezioni transpersonali
  3. caratteristiche psicofisiologiche
  4. comportamento occhi
  5. comportamento percettivo
  6. comportamento neuroormonale
  7. processi neurofisiologici
  8. comportamento muscolo-scheletrico

L’intento della tabella era quello di avere dei dati statisticamente accettabili e modificabili, confrontabili con le risultanze di altri ricercatori ed avere un database comune da cui partire per la ricerca psicofisiologica dell’evento al fine di avere un comune approccio che potesse poi arricchirsi e integrare i riscontri già inseriti.

Detta tabella è restata ferma alla data di compilazione con tutti i parametri descritti e non discussi inizialmente.

Il riferimento alla Mappa di R. Fischer (nota 14) è sempre stato considerato importante per la variabilità del sistema neurovegetativo che sarebbe il trigger (o innesco) dell’evento estatico apparizionale. Anche se detta mappa è stata criticata, non è stata sostituita da altre più recenti edizioni supportate da riscontri determinati con strumenti scientifici attuali o dell’epoca, di regola non invasivi, e la possibilità attuale di registrazione wireless.

3.7.9. Conclusioni provvisorie, ma documentate e limitate ai casi considerati

Al già citato convegno del Comitato Medico Internazionale di Lourdes[4] tenuto il 20 e 21 settembre 1986, non fu invitato alcuno dei medici che parteciparono alle sperimentazioni di “Medjugorje” né altri, come gli esperti del Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza di Milano. Inoltre, da ricerche anche verosimilmente errate, se si vuole, nessuno dei congressisti ha assistito a fenomenologie apparizionali e/o ripetitivamente come i casi accennati, registrandole strumentalmente. Questa è una carenza non indifferente per chi vuole discutere su fenomenologie fisicopsichiche e religiosoemozionali o spirituali e/o paranormali.

Il Resoconto della Riunione del Comitato Medico Internazionale di Lourdes tenuto il 20 e 21 settembre 1986, è stato pubblicato sul sito della Curia di Mostar:

«Quest’anno, come stabilito da tempo, la Riunione del Comitato si è potuta tenere a Lourdes il 20 e 21 settembre 1986 […]

A presiedere erano anche questa volta Monsignor Henri Donze, Vescovo di Tarbes e Lourdes, e il Professor Théophile Kammerer, presente Monsignor Jean Sahuquet, Coadiutore di Mons. Donze.

Erano presenti i Professori e Dottori: Juan Gibert Queralto e Domingo Espinos Perez, dalla Spagna; Erwin Theiss, dalla Germania; St. John Dowling, dall’Inghilterra, e Bernard Colvin, dalla Scozia.

Dalla Francia, i Professori e Dottori: Jean-Louis Armand-Laroche, Charles Boudet, Charles Chassagnon, Pierre Mouren, Louis Revol, Jean Rodier, Jean Rousseau, André Trifaud, Théodore Mangiapan, oltre al Dottor Kammerer. […]

Dopo alcune frasi di benvenuto rivolte da Mons. H. Donze a tutti e, in particolar modo, ai nuovi membri presenti, la parola torna al prof. Kammerer. […]»

Nel suo discorso, il Prof. Théophile Kammerer, Presidente del Comitato Medico Internazionale di Lourdes, si espone dicendo:

«(…) 4. Ciò che è veramente sconcertante è vedere come la perizia si limiti a questi esami strumentali, ai quali vengono aggiunte alcune osservazioni cliniche sommarie. Essa si presenta come un esempio del riduzionismo neurobiologico attualmente in voga negli ambienti materialisti delle neuroscienze. È del tutto evidente che i problemi sollevati dalle apparizioni o dalle visioni si collocano essenzialmente nell’ambito psicologico o psicopatologico e necessitano dell’apporto di uno psichiatra. L’équipe ha creduto di poterne fare a meno, senza alcuna spiegazione: è una mancanza grave. Sono citati alcuni esami di psichiatri italiani o jugoslavi: sono superficiali e, perlopiù, consistono in test; non permettono altro che la descrizione di un profilo caratteriale. Si può dire che vi sia una specie di corto circuito tra i dati neurobiologici e l’approccio spirituale ai fenomeni».

Va detto che nello studio del caso di Medjugorje, in particolare nel 1998 (“Medjugorje 3”) non c’è stato “riduzionismo neurobiologico” in quanto:

–         l’anamnesi è stata compiuta da un sacerdote assistito, Padre A. Resch,

–         sono stati fatti test della personalità,

–         non è mancata la supervisione da parte di due psichiatri (vedi testo nota 6),

–         inoltre nessuno dei presenti ha saputo che il “fatidico poligrafo per lo studio degli stati di coscienza” è stato usato su almeno 50 soggetti estatici, visionari o in stato di ipnosi (documentazione prodotta dal Centro Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza di Milano).

Pertanto, lo studio del caso Medjugorje non è stato isolato, ma accreditato anche da altri studi, tutti riportati nel testo di cui alla nota 1: quindi la cosiddetta “significatività” sulle differenze tra stati modificati quali l’estasi e l’ipnosi ha sue basi scientifiche iniziali e documentate già nella tesi, sebbene chi studia gli stati di coscienza sappia perfettamente che questi hanno parametri comuni e parametri specifici che li distinguono l’uno dall’altro.

  1. Nuove indagini metodologiche sulle fenomenologie apparizionali

Recentemente si sono applicate altre metodiche per lo studio delle fenomenologie apparizionali: un caso è stato studiato nella provincia di Milano nel 2014/2015 ed è anche menzionato in un libro edito dalla famiglia del veggente senza il consenso ufficiale del Laboratorio Interdisciplinare di Biopsicocibernetica di Bologna.

Oltre agli esami poligrafici, le metodiche applicate sono state:

4.1 Verifica delle frequenze cardiache (HRV) e tipi di frequenze

La Heart Rate Variability (HRV) è il grado di fluttuazione dell’intervallo tra i battiti cardiaci misurati come intervallo R-R e rappresenta la naturale variabilità della frequenza cardiaca in risposta a fattori quali il ritmo del respiro, gli stati emozionali, ansia, stress, rabbia, rilassamento, pensieri, etc. In condizioni di normalità, la frequenza cardiaca risponde

prontamente a questi fattori, modificandosi in base alla situazione, per meglio far adattare l’organismo alle diverse esigenze che l’ambiente continuamente sottopone.

Normalmente, un individuo sano mostra un buon grado di variabilità della frequenza cardiaca, cioè una buona adattabilità psicofisica alle diverse situazioni.

L’HRV è correlata all’interazione fra il Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico

In particolare, il Sistema nervoso Simpatico è responsabile della normale risposta dell’organismo a una situazione di allarme, lotta, stress e quando viene attivato, produce una serie di effetti quali: accelerazione del battito cardiaco, dilatazione dei bronchi, aumento della pressione arteriosa, vasocostrizione periferica, dilatazione pupillare, aumento della sudorazione.

L’organismo, in ogni momento, si trova in una situazione determinata dall’equilibrio o dalla predominanza di uno di questi due sistemi nervosi.

La capacità dell’organismo di modificare il proprio bilanciamento verso l’uno o l’altro sistema, è molto importante ed è fondamentale ai fini di un equilibrio dinamico sia dal punto di vista fisiologico che psicologico.

Nella frequenza cardiaca, già dal secolo scorso si consideravano che sono diverse le attività che modulano detta attività e quindi si è provveduto a separare le singole attività e così chiarire quanto lo stesso elaborato ci propone come risultato finale di queste attività che quasi sempre sono tutte e tre coinvolte sebbene con modalità differenti. Ed il tempo che passa fra un battito cardiaco e l’altro non è costante, ma cambia in continuazione.

La capacità dell’organismo di modificare il proprio bilanciamento verso l’uno o l’altro sistema, è molto importante ed è un meccanismo fondamentale che tende all’equilibrio dinamico dell’organismo sia dal punto di vista fisiologico che psicologico.

Da ciò la grande importanza di avere oggi una tecnologia scientifica come la HRV in grado di valutare lo stato relativo del sistema nervoso Simpatico e Parasimpatico e quindi anche lo stato psicofisiologico del soggetto.

In particolare lo studio del tacogramma che rappresenta graficamente il bilanciamento del sistema neurovegetativo ed anche lo studio delle variabili durante un evento ci è di aiuto, ad esempio nello studio dell’iperattivazione ortosimpatica ed ipoattivazione parasimpatica cioè nello studio delle fenomenologie emotivo/ed ipotizza un raggiungimento di una esperienza catalogata da R. Fischer come emozionali e/o religiose dove già precedentemente (vedi .) si sono notate inequivocabili caratteristiche di chi raggiunge un estremo della mappa medesima o di quanto si è parametrato nella tabella del Centro Ricerche degli stati modificati di coscienza di Milano (G. Gagliardi e coll.).

Nata nel campo della cardiologia, grazie a numerosi studi scientifici la HRV negli ultimi anni ha mostrato la sua importanza come indicatore attendibile in diversi ambiti applicativi inerenti, ad esempio, la psicofisiologia, la psicologia, la psichiatria, la psicoterapia, la medicina olistica, la medicina dello sport, e le applicazioni risultano tutt’ora in aumento.

Gli studi clinici pubblicati sulla HRV hanno infatti riguardato molti argomenti clinici e sperimentali tra cui gli stati di coscienza modificati e le peak experience e gli stati modificati di coscienza religiosi o considerati tali.

La HRV può essere agevolmente misurata mediante un sensore fotopletismografico applicato ad un dito, che rileva le variazioni cicliche del tono pressorio nei capillari del dito stesso, che rappresentano fedelmente il battito cardiaco. Una volta digitalizzati, i dati sono analizzati da un software che provvede a calcolare la distanza esatta fra un battito cardiaco e l’altro (espressa in millisecondi) e a creare un diagramma che esprime la distanza R-R fra un battito e l’altro, in funzione del numero di battiti cardiaci, il cosiddetto tacogramma.

A questo punto, il software esegue ulteriori analisi più complesse, ossia il resampling del tacogramma, la Trasformata di Fourier ed il calcolo dello Spettro di Potenza del tacogramma (espressa in ms2), che rappresenta le componenti di frequenza del tacogramma e contiene le informazioni essenziali per arrivare alla sopracitata stima del bilanciamento fra Simpatico e Parasimpatico, esami che non stati ritenuti non determinanti:

1a) VLF (Very Low Frequency) frequenze comprese fra 0.01 e 0.04 Hz

La banda VLF è dovuta solo in piccola parte all’attività del Sistema Nervoso Simpatico, inoltre dipende dai cambiamenti nella termoregolazione, ed in ambito psicologico, è influenzata dalle preoccupazioni e dai pensieri ossessivi (worry and rumination).

2a) LF (Low Frequency) frequenze comprese fra 0.04 e 0.15 Hz La banda delle LF viene considerata principalmente dovuta all’attività del Sistema Nervoso Simpatico + una componente del parasimpatico, e all’attività di regolazione dei barocettori.

3a) HF (High Frequency) frequenze comprese fra 0.15 e 0.4 Hz. La banda delle HF viene considerata espressione dell’attività del Sistema Nervoso Parasimpatico e del Vagale. Questa zona di frequenze subisce una elevata influenza da parte del ritmo e profondità della respirazione. Infine sono importanti anche i parametri chiamati “Deviazione Standard” del tacogramma o anche il parametro “Total Power” che nel software Elemaya (ed altri software) è posto pari al quadrato della deviazione standard (Varianza) 4) Entrambi questi parametri esprimono il grado complessivo della variabilità della frequenza cardiaca, quindi l’attività complessiva del Simpatico + Parasimpatico (si rimanda a quanto scrive il Dottor W. Giroldini sulle singole varianze e quindi variabilità complessiva del simpatico/parasimpatico dei singoli eventi (v. bibliografia www.elemaya.it/Xheartvar.htm – heart rate variability).

4.1.1. Riscontri sulla registrazione HRV

Dato il tipo di poligrafo non è stato possibile indagare in sequenza lo sviluppo dei singoli parametri

– nei primi 60” il dato più rilevante è il balancement dell’HRV con un’alternanza ogni 8” di inversione del sistema neurovegetativo. Nel procedere quasi costante del pletismo in crescendo si inserivano treni di onda pari e superiori alla metà della misurazione pletismo con treni di onda ridotti della metà dell’ampiezza ogni 35/40” ed ampiezza pari alla metà del segnale iniziale.

Un esempio del caso studiato nel 2014/15 si è riscontrato quanto segue:

– La frequenza oscillante sui 76”. Gli altri paramenti non segnalavano particolari variazioni.

Eda con piccole variazioni.

– 3’30” HRV da 67/82, Eda con piccole variazioni fasiche.

– 3’60” Ancora nei limiti la frequenza ed il pletismo con il solito andamento oscillante.

– 3’40” altra vasocostrizione pari ad un quinto del pletismo la frequenza resta invariata, la durata del treno onda simpatico pur essendo presente sul tracciato dura 4”.

Inizia suo stato: è presente modico aumento ammiccamento la frequenza è sui 71’05”.

– 04’60” andamento costante dell’HRV sui 72′, invariati gli altri parametri.

– 06’60” HRV con piccole variazioni pletismo con treni d’onda molto lunghi nei due sistemi orto e para. Frequenza HRV 73.3

– a 04’60” e 07’60” il riflesso di orientamento non provoca nel primo caso vasocostrizione, nel secondo caso vasocostrizioni pari ad un terzo e con frequenza diminuita oltre un terzo (due volte) treni d’onda 10”.

– 08′ 60” sempre andamento oscillante orto/para con treni orto pari a 8/10 H, frequenza 78

– 09’60” chiude gli occhi e si nota un forte restringimento (pletismo)fino ad un 6° dell’andamento di base, la frequenza è sui 79.07, GSR ed EMG non variazioni particolari

– 10’60” ancora andamento oscillante orto/para, mentre continua il Rosario, frequenza media HRV 80’04”, un picco particolare oltre i 100 b’.

– 12’60” andamento frequenza cardiaca 94’03” diminuzione orto/ para e pletismo quasi costante

– 13’60” andamento HRV costante come pletismo, diminuito come frequenza 88’05”. Invariati gli altri parametri.

– 14’60” HRV si mantiene sopra media dell’evento salendo a 92’60”, non variazioni improvvise.

– 15’60” HRV riprende il balancement orto/para specie quando sospira con quasi annullamento ampiezza battito e suo appiattimento, media frequenza 7′.

– 16’&0” occhi semichiusi, andamento HRV altalenante, frequenza 87,1 Lieve innalzamento pletismo sopra la media di inizio.

– 17’60” fine evento.

4.1.2. Risultati della prima registrazione HRV dell’evento

Dallo screening dei parametri citati si possono dedurre alcune osservazioni.

Le variazioni più importanti riguardano soprattutto l’HRV o CAM come Attività Cardiaca Periferica che dipende dai centri della vigilanza (ARAS) e dal sistema neurovegetativo strettamente connesse al sistema limbico o cervello emozionale.

–         La durata totale dell’evento è di 18 minuti primi e

–         l’evento/visione ha avuto una durata di 3’50”

–         riflesso orientamento prima, durante dopo lieve diminuzione come EDA

–         ammiccamento (in aumento diverse volte prima, durante e dopo)

–         a 3′ attività EDA tonico in crescendo, dal 3′ fino alla fine, leggero crescendo non aumento treni d’onda ortosimp. per lunghezza vasocostrizione.

Da notare che il tacogramma (ed il respirogramma) sono già stati valutati da Cigada, Lucini e Pagani (pag. 162 ss, nota 6) nei soggetti di Medjugorje, Ivan e Marija, nel 1998, e gli autori concludono per “un profilo spettrale che usualmente si associa a prevalenza funzionale di ritmi eccitatori centrali e simpatici periferici” durante l’evento “estatico”, rafforzando l’ipotesi di un’attivazione neurovegetativa, mentre durante l’ipnosi somministrata si presenta uno stato di rilassamento con predominanza relativa della componente vagale (nota 6).

4.2. Registrazione di XX del Campo Energetico Vibrazionale mediante telecamera a risonanza vibrazionale somministrato dal Consulente Tecnico Daniele Gullà il 08/11/2014

Si iniziano i preparativi per la registrazione dei test vibrazionali, e dopo la somministrazione del test di base.

Verso le

11.53   inizio registrazione con Rosario, come di solito. XX è seduto sul divano ed ha in mano il rosario, come sempre.

11.59   XX inizia a guarda in alto nelle direzioni centrali, poi a destra e poi a sinistra, lo fa per tre volte, numerosi sono gli ammiccamenti.

12.1      poi fissa lo sguardo davanti a sé in alto al centro, non ha più ammiccamenti, le sue labbra si muovono, le palpebre sono aperte e fisse, non tremori, nè movimenti di nistagmo o movimenti saccadici (micromovimenti oculari), le pupille sono isocoriche.

12.2      il suo stato di trance in arousal ha una durata di 4′.

12.5      fa il segno di croce, poi chiude gli occhi.

12.6      è ritornato allo stato vigile di coscienza e risponde alle varie domande.

12.7       La sua trance di stato di coscienza in arousal è durata 4′.

4.3. Registrazione presso l’abitazione di XX del Campo Energetico Vibrazionale (HEF) mediante telecamera a risonanza vibrazionale somministrato dal Consulente tecnico Daniele Gullà il giorno 08/11/2014.

Si iniziano i preparativi per la registrazione dei test vibrazionali, e dopo la somministrazione del test di base.

Spiegazioni per facilitare la lettura delle immagini vibrazionali

Scala di equivalenza colore – frequenza (in Hz) – La corrispondenza tra la frequenza di vibrazione e il colore è questa:

  • Viola = 0,1 ÷ 1 Hz
  • Blu = 1 ÷ 3 Hz
  • Azzurro= 4 Hz
  • Verde = 5 ÷ 7 Hz
  • Giallo = 8 Hz
  • Arancione = 8,5 ÷ 9 Hz
  • Rosso = 9 ÷ 10 Hz

Una scala più precisa in relazione alle attività cerebrali dell’uomo è la seguente:

Physiological State Brain Waves, Hz Body TRV, Hz Body Vibrations, related units

Sleep/Exhausted 1.5 ÷ 5 (Delta) 0.3 – 1.0 15 – 51

Drowsy/Tired 5 ÷ 9 (Theta) 1.0 – 1.8 51 – 92

Relaxed 9 ÷ 15 (Alpha) 1.8 – 3.0 92 – 153

Verso le

11.53   inizio registrazione con Rosario, come di solito. XX è seduto sul divano ed ha in mano il rosario, come sempre.

11.59   D inizia a guarda in alto nelle direzioni centrali, poi a destra e poi a sinistra, lo fa per tre volte, numerosi sono gli ammiccamenti.

12.1      poi fissa lo sguardo davanti a sé in alto al centro, non ha più ammiccamenti, le sue labbra si muovono, le palpebre sono aperte e fisse, non tremori, nè movimenti di nistagmo o movimenti saccadici, le pupille sono isocoriche.

12.2      il suo stato di trance in arousal ha una durata di 4′.

12.5      fa il segno di croce, poi chiude gli occhi.

12.6      È ritornato allo stato vigile di coscienza e risponde alle varie domande.

La sua trance di stato di coscienza in arousal è durata 4′.

Durante i test la proiezione delle vibrazioni intorno ai corpi è dinamica e subisce variazioni. L’ampiezza e la frequenza delle vibrazioni vengono misurate pixel per pixel sugli ultimi 10 quadri della ripresa video e l’ampiezza è rappresentata dall’estensione delle righe in orizzontale verso l’esterno. La frequenza delle vibrazioni viene rappresentata dal colore, secondo la scala di equivalenza riportata nella pagina precedente.

Nei grafici mostrati qui sotto viene rappresentata in verde la curva spettrale nel dominio delle frequenze ed in rosso la curva dell’ampiezza. In una finestra associata al dominio delle frequenze si mostra anche la derivata dello spettro. Entrambi i grafici (verde e rosso) sono presentati in tempo reale durante l’esperimento. Sotto è mostrato un esempio delle curve spettrali visualizzate.

Il software sceglie automaticamente una regione d’interesse (ROI), posizionando le righe colorate orizzontali attorno alla regione d’interesse stessa. Se la distanza delle righe aumenta rispetto alla persona in esame vuol dire che, probabilmente, la zona vibrante va oltre i confini del corpo. Questo effetto è veramente interessante, perché fa pensare alla rilevazione della presenza di una sorta di biocampo attorno alla persona.

4.4. Metodo impiegato per i rilievi energetico-vibrazionali (Human Energetic Field)

Il principio-base è che tutto vibra, in modo per noi visivamente impercettibile, ma strumentalmente misurabile. L’Analizzatore d’Immagine viene usato per monitorare le vibrazioni emesse, in stati normali o modificati di coscienza, dal cosiddetto Campo Energetico Umano (Human Energetic Field o HEF). Sullo schermo del PC un riquadro mostra l’immagine del soggetto con il suo spettro a falsi colori. Poi si vede il grafico corrispondente allo stato di partenza. In seguito il software segnala, attraverso la variazione dei colori dell’immagine, un passaggio ad uno stato modificato di coscienza, arrivando certe volte fino alla totale scomparsa dell’immagine stessa o al suo viraggio verso un’unica tonalità di colore. La variazione dall’immagine iniziale multicolore a quella monocolore indica che le vibrazioni sono passate da un ampio spettro di frequenze ad uno spettro ristretto, indicando una situazione di coerenza. In un altro riquadro un grafico mostra che lo spettro, inizialmente ampio, si restringe spostandosi verso le frequenze più basse. Concludendo, si può dire che lo spettro di frequenza rilevato cambia totalmente quando si entra in uno stato modificato di coscienza. Tutti i parametri vengono analizzati e memorizzati in tempo reale dal software. Alla fine della sperimentazione si può disporre dei “report” relativi allo spettro delle vibrazioni, per mostrare il grado di profondità dello stato meditativo e le fluttuazioni dell’intensità delle vibrazioni emesse.

Le vibrazioni generate dal corpo umano normalmente variano in continuazione nei vari punti del corpo stesso sia in ampiezza sia in frequenza, anche in modo rapido. Sullo schermo del PC un ampio quadro mostra l’immagine della persona e attorno ad essa appaiono righe orizzontali di vari colori e lunghezze che rappresentano il risultato della Fast Fourier Transform (FFT) applicata alle vibrazioni rilevate: la loro lunghezza indica l’ampiezza della vibrazione e il colore la sua frequenza (da 0,1 a 10 Hz, secondo una scala di colori mostrata sotto).

Un altro quadro, in basso a sinistra sullo schermo del PC, mostra in tre grafici le caratteristiche spettrali.

Gli studi dello stato funzionale del corpo umano sono stati diretti verso il riconoscimento dello stato emotivo. Gli algoritmi di determinazione dello stato emotivo si basano su un apparato di statistica matematica, sui principi di coordinamento del movimento, sulla logica della psicologia comportamentale e su prove comparative.

L’analisi spettrale delle immagini di una telecamera ad alta velocità (analisi di differenza – frame utilizzando fotogrammi adiacenti) è in grado di indicare anche caratteristiche mentali e fisiologiche del paziente.

L’ampiezza della componente di bassa frequenza dello spettro di vibrazione per un paziente in normale stato mentale e fisiologico è diverse volte superiore a quella di un paziente in stato di allarme aggressivo o in stato patologico.

Quarta e ultima fase della trance. In questa modalità di visualizzazione abbiamo escluso il visibile mostrando le vibrazioni anche pixel per pixel.

Il corpo di XX più allargato a Dx e la dominante sempre Alpha. Il sistema è nato in campo militare ed è parte integrante del progetto governativo degli Stati Uniti d’America denominato F.A.S.T. (Future Attribute Screening Technology).

Durante i test la proiezione delle vibrazioni intorno ai corpi è dinamica e subisce variazioni. L’ampiezza e la frequenza delle vibrazioni vengono misurate pixel per pixel sugli ultimi 10 quadri della ripresa video e l’ampiezza è rappresentata dall’estensione delle righe in orizzontale verso l’esterno.

La frequenza delle vibrazioni viene rappresentata dal colore, secondo la scala di equivalenza riportata precedentemente.

Si può verosimilmente concludere osservando che questo tipo di pratica (religiosa e/o di religiosità emozionale o stimolata con tecniche induttive) produce nel soggetto un miglioramento generale dello stato di salute psicofisiologica, e verosimilmente proprio questa tranquillità ritrovata dopo l’esperienza misticiforme spinge inconsciamente il soggetto a riproporla in seguito, poiché nei suoi centri della memoria emozionale del sistema limbico sono depositate le esperienze precedenti che, con vie neuronali ormai codificate, suscitano l’evento di immagine immaginativa con minore stimolo e/o minore emozione, che è anche socializzata (per la presenza di altre persone) e ritualizzata.

È stato altresì comprovato come in alcuni casi citati che gli scienziati presenti al fenomeno e che lo hanno studiato non hanno trovato spiegazione scientifica tale da poter inquadrare e definire il fenomeno.

Resta quindi una zona d’ombra in ambito scientifico che può essere spiegata con interventi che esulano dal mondo fisico, psicologico, paranormale e appartengono ad un mondo Superiore (Bergson ci ammonisce che il nostro cervello-mente è un imbuto per cui passano solo alcuni programmi, altri no) non spiegabile con la strumentazione scientifica.

Possiamo concludere che lo stato modificato di coscienza denominato “estasi apparizionaria” sia una preparazione dei parametri umani all’Immagine che comparirà dal subconscio o dal Soprannaturale (per chi ci crede) e che accompagnerà l’Immagine fino al risveglio, cioè al ritorno allo stato ordinario di coscienza. L’Immagine esterna, cioè Soprannaturale, ha molte caratteristiche comuni con l’immagine che emerge in altre “apparizioni” ed è di origine umana, emerge cioè dal subconscio o dai centri di memoria che l’hanno registrata ed impressa.

Dal punto di vista psicofisiologico l’estasi apparizionaria è mediata dal sistema neurovegetativo ortosimpatico che si attiva con brevi onde molto prima della comparsa dell’Immagine e che, man mano che si avvicina il momento non previsto (se spontanea) o prevedibile (se autoindotta consciamente o inconsciamente), continua (sotto stimolo dell’ortosimpatico, verificato tramite CAM o Attività Cardiaca Monitorata) con onde sempre più frequenti (come dimostrato dall’autore) fino al massimo dell’espressività quando compare l’Immagine Spontanea o provocata, la cui preparazione è stata data dall’estasi che poi accompagna anche l’Immagine per tutta la durata, diminuendo però l’espressività medesima fino al ritorno dello stato di realtà ordinaria (con un breve periodo di tachicardia al risveglio stesso) che mantiene però anche alcune caratteristiche come l’anestesia, che si prolunga, e lo stato emozionale non univoco a seconda che l’Immagine sia spontanea o autoindotta.

  1. Bibliografia consultata (tutti i diritti riservati agli autori e testate citati)

1) G. Gagliardi e M. Margnelli, Le Apparizioni della Madonna, Edizioni Riza Scienze n. 16, 1987

2) AAVV, La fenomenologia della coscienza normale ed alterata, Theta Edizioni, 1992

3) F. D’Alpa, La scienza e Medjugorje. Vol. 1: Il caso Joyeux, Ediz Laiko.it, 2010

4) F. D’Alpa, La scienza e Medjugorje. Vol. 2: Il dossier Frigerio, Ediz Laiko.it, 2010

5) F. D’Alpa, La scienza e Medjugorje. Vol. 3: Il dossier Gagliardi, Ediz. Laiko.it, 2011

6) A. Resch, G. Gagliardi, I veggenti di Medjugorje, Ricerca Psicofisiologica 1998, Edizioni Resch, Verlag Innsbruck, 2000

7) AAVV, Mistica e scienze umane, Edizioni Dehoniane, Napoli,1983

8) Yves Chiron, Enquête sur les béatifications et les canonisations, Ediz Perrin 1998

9) J. Bouflet, P. Boutry, Un segno nel cielo. Le apparizioni della Vergine, Ediz Marietti, 1999

10) G. Gagliardi, La Madonna negata. Storia e dossier medico-scientifico sulle apparizioni alle quattro ragazzine di Garabandal, Ediz. Lulu, 2011

11) A. Ballini, Cazzamalli, La metapsichica e le Apparizioni delle Ghiaie di Bonate, Boltiere, 1951

12) mi-chael.blogspot.com, Le apparizioni mariane obbediscono ad una legge matematica lineare?, 2012

13) AAVV, DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (IV Edizione), Ediz. Elsevier – Masson, 2007

14) Roland Fischer, in un articolo comparso sulla rivista Science (AAAS) nel 1971 dal titolo: A Cartography of the Ecstatic and Meditative States, SCIENCE Vol. 174, Num. 4012 (26 November 1971). – Science è una rivista scientifica pubblicata dall’American Association for the Advancement of Science, ed è generalmente considerata la più prestigiosa rivista in campo scientifico (insieme a Nature).

15) C. T. Tart, Stati di coscienza, Ediz. Astrolabio, 1977 (Collana “Psiche e coscienza”)

16) R. Laurentin, H. Joyeux, Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, Queriniana, 1985

17) L. Frigerio, L. Bianchi e G. Mattalia, Dossier scientifico su Medjugorje, stampato da Grafica Marelli (CO) nel 1986 e distribuito da Agenzia MESCAT (MI)

18) T. Kammerer, Studio critico degli esami medici effettuati sui veggenti di Medjugorje, CMIL (Comitato Medico Internazionale di Lourdes), 1986

19) D. Del Gaudio, Qualunque cosa vi dica, fatela. Il significato delle apparizioni mariane nella storia e nella teologia, La Fontana di Siloe Editore, 2014

20) Dean Radin, Menti interconnesse. Entangled minds. I fenomeni psichici spiegati dalla fisica quantistica. Ediz. Mediterranee, 2006

21) G. Di Pellegrino, L. Fadiga, L. Fogassi, V. Gallese & G. Rizzolatti, Understanding motor events: a neurophysiological study, Experimental Brain Research, 91, 176-180, 1992

22) Jose-Maria de Dios, L’ombre de dieu sur nous, Ediz. Laffineur-Noseda, 1970

23) F. D’Alpa, Medjugorje – La frode e l’estasi, Laiko.it, 2017 (Anteprima).

[1] Il Comité Médical International de Lourdes (Comitato Medico Internazionale di Lourdes o C.M.I.L.) è un organismo che ha sede presso l’Ufficio delle Costatazioni Mediche ed composto da alcune decine di medici specialisti provenienti da tutto il mondo: ha il compito di esaminare i dossier relativi a guarigioni spontanee riportate al Bureau des Constatations Médicales des Sanctuaires de Lourdes, l’Ufficio delle Costatazioni Mediche istituito dal Dottor Georges-Fernand Dunot de Saint-Maclou nel 1883, affinché nessun pellegrino lasciasse Lourdes dicendo di essere «guarito» senza aver sottoposto la sua storia di guarigione a un controllo medico rigoroso e collegiale. Rendeva così permanente un’attività di visite mediche che aveva cominciato ad effettuare episodicamente ogni estate dal 1879 (N.d.A.).

[2] scientismo Il particolare atteggiamento intellettuale di chi ritiene unico sapere valido quello delle scienze fisiche e sperimentali, e svaluta quindi ogni altra forma di sapere che non accetti i metodi propri di queste scienze. Il termine fu coniato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento e si diffuse poi altrove, avendo di volta in volta significato positivo o negativo: si designarono polemicamente come scientisti (e di conseguenza come antimetafisici) i positivisti (per es., H. Taine); di contro impiegarono spregiativamente il termine coloro che, come E. Boutroux, vedevano nel determinismo positivistico e nell’affermazione dell’oggettiva necessità delle leggi naturali, estese anche al mondo umano, l’espressione di un rigido dogmatismo. Oggi il termine è usato solo nel suo significato negativo a indicare l’indebita estensione di metodi scientifici ai più diversi aspetti della realtà. (Fonte: treccani.it/eciclopedia, N.d.A.]

[3] Ronal Fischer, psichiatra americano autore dell’articolo “A Cartography of the Ecstatic and Meditative States“, SCIENCE Vol. 174, Num. 4012, 26 novembre 1971.

[4] Il Comité Médical International de Lourdes (Comitato Medico Internazionale di Lourdes o C.M.I.L.) è un organismo che ha sede presso l’Ufficio delle Costatazioni Mediche ed composto da alcune decine di medici specialisti provenienti da tutto il mondo: ha il compito di esaminare i dossier relativi a guarigioni spontanee riportate al Bureau des Constatations Médicales des Sanctuaires de Lourdes, l’Ufficio delle Costatazioni Mediche istituito dal Dottor Georges-Fernand Dunot de Saint-Maclou nel 1883, affinché nessun pellegrino lasciasse Lourdes dicendo di essere «guarito» senza aver sottoposto la sua storia di guarigione a un controllo medico rigoroso e collegiale. Rendeva così permanente un’attività di visite mediche che aveva cominciato ad effettuare episodicamente ogni estate dal 1879 (N.d.A.).